Sora – Consulta commercio, prevale lo scetticismo: un anno perso

Irene Mizzoni
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(di Irene Mizzoni) Competenza e autorevolezza. Visione ed esperienza. Prima di tutto serve questo affinché gli organismi che operano su un territorio siano davvero efficaci. Non ci vogliono tante persone, ma quelle capaci, e non solo sulla carta. Inoltre sarebbe bene tenere sempre a mente che le ingerenze sono deleterie rappresentando, spesso, interessi “di parte” e dunque non “in linea” con gli obiettivi generali. Volendo esaminare l’affaire Consulta Commercio i fatti finora hanno dimostrato una certa incapacità. Dal Comune ci stanno lavorando da mesi e mesi eppure Sora ancora non ha un organo che può dirsi operativo. Le responsabilità sono molteplici. Resta il fatto che non basta dire che qualcosa esiste. I risultati si dimostrano con i fatti. E i fatti come si fanno? Lavorando, lavorando, lavorando, nell’ambito delle proprie competenze.

La consulta è strumento di conoscenza delle realtà e dei bisogni locali.  Promuove – ricercando anche finanziamenti – progetti, ricerche, incontri, dibattiti ed iniziative attinenti il settore del commercio e del turismo.  Attiva e promuove iniziative per la scoperta, la valorizzazione e il coordinamento delle risorse presenti sul territorio. Favorisce il raccordo tra le varie associazioni di categoria e le istituzioni locali. Fornisce pareri in merito a strumenti di programmazione di competenza comunale o sovracomunale, inerenti i campi di intervento della Consulta.  Promuove rapporti permanenti con le Consulte ed i Forum presenti nel territorio provinciale e regionale. Può raccogliere informazioni e redigere proposte, nei settori d’interesse commerciale e turistico ( si pensi a scuola, università, mondo del lavoro, tempo libero, sport, volontariato, cultura e spettacolo, mobilità all’estero, ambiente, vacanze e turismo). E’ bene ricordarne le competenze per rendere l’idea di quanto sia importante la Consulta. A Sora purtroppo però, questo non pare ancora molto chiaro perché finora si è pensato ad evidenziare ad esempio il numero degli iscritti (da 146 a poco meno di 50); si è pensato a nominare e poi a far dimettere il presidente (tra l’altro non un commerciante), si è pensato a nominarne un altro e così via. Ci si è preoccupati della forma e non della sostanza. Si è pensato che l’organo comunale potesse essere “gestito” dalla politica. Errori gravissimi perché oggi, di fatto, la consulta non ha ancora prodotto nulla se non, caos e scetticismo. Mentre si “gioca” a predisporre la “scacchiera”, Sora langue. Quando si dice “la politica al servizio del cittadino” non s’intende certo questo. Comprensibile è la difficoltà degli amministratori comunali ad ammettere d’aver toppato ma arrendersi e fermarsi – questo e solo questo – permette di ripartire cambiando rotta.  Sarebbe questo il vero “cambio di metodo”. Perché lo scetticismo e i fatti che non arrivano, sono già una sconfitta. Se ne parla da novembre scorso. La costituzione della Consulta, organo tanto decantato da sindaco e dall’assessore Lucarelli, è stato un fallimento, un fuoco di paglia fatto di propaganda e regole da manuale Cencelli. L’Amministrazione De Donatis forse non avrebbe potuto far peggio. E’ così che l’architetto vuole costruire il suo “nuovo”? IreMiz  
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