#8MARZO Frosinone – “Questo non è amore”, la Polizia vicina alle donne

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Nel giorno della festa della donna la Polizia di Stato scende in piazza con la campagna di sensibilizzazione <…Questo non è amore>. Oggi in tutte le città italiane la Polizia ha puntato a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati, in prevalenza composta di donne e formata da personale specializzato, da medici, psicologi e da rappresentanti dei centri antiviolenza. Analoghe iniziative sono state intraprese dai commissariati di Cassino, Sora e Fiuggi.

<Se ti uccide questo non è amore>. E’ soltanto una delle frasi che racchiudono la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne fortemente sostenuta dalla Questura di Frosinone. La  manifestazione che si  è tenuta in piazzale Vittorio Veneto nella parte alta della città, oltre al prefetto Emila Zarrilli, ha visto la presenza di tante rappresentanze amministrative e militari e di numerosi studenti che attraverso la loro creatività hanno dato un valido contributo  per <non dimenticare>. Monologhi, balletti e poi tanta musica. Il tutto davanti ad uno striscione rosso con la  scritta a caratteri cubitali: <Rosso come  passione,  amore vita>.  Ma il rosso  è anche il colore del sangue. Ed i femminicidi consumati, in questo ultimo anno in  tutta Italia, di sangue ne hanno visto scorrere veramente  tanto. <Le donne che vivono   situazioni di disagio e di violenza debbono sapere che non saranno mai sole, noi ci saremo sempre> ha dichiarato il prefetto. Da sottolineare che ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 violenze sessuali.  Ovviamente si tratta di dati nazionali.  Nella provincia ciociara  la situazione sarebbe  migliore. Almeno stando alle denunce presentate.  <Ma ancora –  ha dichiarato il questore Filippo Santarelli – questo  è un fenomeno sommerso, ci sono ancora tante subiscono, che vengono maltrattate e che soffrono in silenzio senza denunciare, e noi dobbiamo fare in modo di farle uscire allo scoperto, di farle sapere che la Questura correrà in loro aiuto>. Marina Mingarelli
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