Nel giorno della festa della donna la Polizia di Stato scende in piazza con la campagna di sensibilizzazione <…Questo non è amore>. Oggi in tutte le città italiane la Polizia ha puntato a rompere l’isolamento e il dolore delle vittime di violenza di genere, offrendo il supporto di un’equipe di operatori specializzati, in prevalenza composta di donne e formata da personale specializzato, da medici, psicologi e da rappresentanti dei centri antiviolenza. Analoghe iniziative sono state intraprese dai commissariati di Cassino, Sora e Fiuggi.
<Se ti uccide questo non è amore>. E’ soltanto una delle frasi che racchiudono la campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne fortemente sostenuta dalla Questura di Frosinone. La manifestazione che si è tenuta in piazzale Vittorio Veneto nella parte alta della città, oltre al prefetto Emila Zarrilli, ha visto la presenza di tante rappresentanze amministrative e militari e di numerosi studenti che attraverso la loro creatività hanno dato un valido contributo per <non dimenticare>. Monologhi, balletti e poi tanta musica. Il tutto davanti ad uno striscione rosso con la scritta a caratteri cubitali: <Rosso come passione, amore vita>. Ma il rosso è anche il colore del sangue. Ed i femminicidi consumati, in questo ultimo anno in tutta Italia, di sangue ne hanno visto scorrere veramente tanto. <Le donne che vivono situazioni di disagio e di violenza debbono sapere che non saranno mai sole, noi ci saremo sempre> ha dichiarato il prefetto. Da sottolineare che ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 violenze sessuali. Ovviamente si tratta di dati nazionali. Nella provincia ciociara la situazione sarebbe migliore. Almeno stando alle denunce presentate. <Ma ancora – ha dichiarato il questore Filippo Santarelli – questo è un fenomeno sommerso, ci sono ancora tante subiscono, che vengono maltrattate e che soffrono in silenzio senza denunciare, e noi dobbiamo fare in modo di farle uscire allo scoperto, di farle sapere che la Questura correrà in loro aiuto>. Marina Mingarelli
