Struggente ed amara la lettera aperta di Tonino Ruggero, figlio di Giuseppe, l’anziano misteriosamente scomparso nel 2011 da Coreno Ausonio e del quale non si è trovata traccia. Nei mesi scorsi inoltre il tribunale di Cassino ha definitivamente archiviato il caso. Per l’Inps, invece, Giuseppe Ruggero sarebbe ancora in vita e per questo motivo la moglie non ha diritto ad avere la pensione sociale. Un paradosso kafkiano del quale in questa lettera si tirano le somme.
“Il giorno due dicembre mio padre compie 88 anni, gli ultimi cinque dei quali li ha trascorsi in un crepaccio della zona: dagli Atti del fascicolo riguardante la sua vicenda, archiviato il 31 07 2012. Anche se poi su questo non c’è accordo, perché il GIP che si è pronunciato il 21 luglio 2016, motiva cosi la chiusura della vicenda di mio padre; Ritenendo: che non si debba farsi luogo ad alcuna investigazione suppletiva, data l’oggettiva impossibilità di giungere con adeguata certezza all’individuazione del reato. Purtroppo, come si vede, con grande rammarico, il GIP non ha accolto la nostra opposizione all’archiviazione del fascicolo, proposta dal Pubblico Ministero il 31 luglio 2012, motivando a sua volta come sopra. E’ questa che poteva essere un’occasione utile per riavvolgere il nastro sulla misteriosa vicenda di mio padre, nell’indifferenza generale, ha sancito che mio padre non è mai esistito, anzi, è come non fosse mai nato. Le Istituzioni di questo Stato, infatti, sollecitate e messe di continuo al corrente, l’ultima, l’ennesima volta, con una Lettera Aperta che il 09 maggio 2016 ho inviato a sette personaggi importanti – dal Presidente della Repubblica a Papa Francesco – sono state sempre sorde a ogni grido della famiglia, scegliendo la strada più facile: quella del silenzio e dell’indifferenza – appunto! E mentre in cinque anni di battaglia la famiglia ha raggiunto questo misero risultato, constatiamo che le cose sono sempre e tutte da decifrare, perché il giorno 28 ottobre dell’anno del signore 2016 (cinque anni dopo che suo marito è sparito nel nulla) mia madre – Di Vito Maria Civita 87 anni – ritirando il suo attuale stato di famiglia, ha appreso che redditualmente parlando, fa ancora riferimento a mio padre. E lei, che è detentrice della legge 104, si è vista impossibilitata ad accedere al godimento dell’assegno di cura e sostegno, perché esso è subordinato alla situazione economica del suo nucleo familiare, che quindi fa ancora capo a suo marito Giuseppe Ruggiero. Tutto ciò, nonostante che in data 11 luglio 2016 (a suon di avvocati giudici e carte bollate) avessimo ottenuto dal tribunale di Cassino il certificato di Assenza, che recita testualmente che Zio Peppuccio è ufficialmente assente da Coreno Ausonio (FR) e, dal suo nucleo familiare, dal 15 maggio 2011. Mi chiedo e domando: ma se mia madre non avesse a noi tre figli, che fine avebbe fatto dopo la scomparsa di mio padre, visto il contesto ed il contorno? Anche tu che lo leggerai, potrai comprendere (ammesso che non sei una persona importante e potente) che se la medesima cosa fosse capitata a te, ora ti troveresti nella stessa situazione: abbandonati tutti al proprio destino; chi resta, e chi è sparito! Come vice Presidente di Penelope Lazio allora e, come figlio di una persona scomparsa ancora da ritrovare, nel mio piccolo porterò in assemblea queste testimonianze di “vita vissuta”, affinché non siano più trascurate dalle istituzioni preposte, sperando, che quello che stiamo patendo noi, non capiterà uguale ad altri! Tonino Ruggiero.” Angela Nicoletti
