Alatri – Giuseppe Morini ed Enrico Pavia al ballottaggio

Andrea Tagliaferri
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Ormai è ufficiale, la città ha scelto i due candidati che si scontreranno al secondo turno. Il sindaco uscente in vantaggio di 6 punti percentuali sullo sfidante.

  morini-alatriLa campagna elettorale con sei candidati non ha portato grandi sorprese, almeno al Primo turno, dal momento che la città pare resti comunque legata alla tradizionale divisione tra due “poli”, uno di centro sinistra rappresentato da Giuseppe Morini, sindaco uscente e l’altro di area “moderata”, rappresentata dall’avvocato Enrico Pavia, tradizionalmente vicino al centro destra, anche se questa volta assieme all’importante sostegno del movimento di Programma Alatri. Partiamo subito col dire che Morini al ballottaggio era nei pronostici, la risposta della gente ai comizi del Sindaco e delle sue liste era chiara, mentre la sfida per il secondo competitor era ancora un po’ incerta ed il voto al primo turno è servito proprio per fare chiarezza sulle forze in campo e sul peso dei vari attori. Da sottolineare, intanto, che stando ai numeri, senza l’alleato civico (Ida Minnocci ndr) e le sue due liste, Enrico Pavia non avrebbe guadagnato l’accesso al secondo turno. Sembra, quindi, che i timori (e le speranze) di chi pensava che questa operazione non sarebbe piaciuta agli elettori, fossero infondati.enrico pavia I due esponenti, d’altronde, hanno esplicitamente e ripetutamente spiegato senza peli sulla lingua le motivazioni e i presupposti di questa “originale” alleanza. Sul fronte degli sconfitti c’è da evidenziare il buon risultato di Antonello Iannarilli che arriva a pochi punti percentuali dal secondo candidato, ma proprio il fatto che i due provengano dalla stessa area e dalla diaspora del centro destra, rende questo risultato per il Deputato Azzurro sicuramente amaro. Altra delusione quella del Prof. Tarcisio Tarquini, che puntava ad essere la vera novità civica di questa tornata elettorale; avere poche liste a sostegno, evidentemente, non ha aiutato e lo conferma il fatto che le preferenze alla persona di Tarquini sono state molto più alte dei voti di lista (più di 400). Certamente un buon inizio per un progetto dichiarato “in fieri” in più occasioni dai suoi ideatori e che avrà modo di crescere in questa consiliatura, resta il fatto, però, che i cittadini non hanno votato per un cambiamento così radicale come Tarquini e i suoi speravano. L’esordio del Movimento Cinque Stelle si è fermato sotto il 9 % ma non è una sorpresa per una città poco avvezza al cambiamento come Alatri. Ultimo, con circa 330 preferenze, Luciano Maggi, l’imprenditore che ha fatto della sua spontaneità la caratteristica principale del suo impegno elettorale. Appuntamento, quindi, al 19 giugno per il voto di ballottaggio; resta da vedere come si comporteranno i diversi schieramenti e se nasceranno nuove ufficiali o ufficiose.   Andrea Tagliaferri
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