Valcomino – Le radici alvitane di Jordan Bardella, primo ministro francese se la Le Pen vincerà le politiche del 30 giugno

Cesidio Vano
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(di Cesidio Vano) Che sarà lui a guidare il nuovo governo francese, qualora la coalizione guidata da Jean-Marie Le Pen vincesse le elezioni politiche del prossimo 30 giugno, è cosa data per sicura. Lui è Jordan Bardella, 28 anni, presidente del partito fondato dalla stessa Le Pen, Rassemblement National. E di lui sono note anche le sue origini italiane: tre nonni su quattro, infatti, sono emigrati oltralpe dal Belpaese. Quello che un po’ meno si sapeva finora è che uno dei nonni, Guerino Italo, è originario della Valle di Comino e precisamente del comune di Alvito, dove è nato il 1 aprile 1944.

Con la decisione presa dal presidente francese, Emmanuel Macron, dopo la vittoria della destra alle europee del 9 giugno, di sciogliere anticipatamente l’Assemblea Nazionale e di fissare subito nuove elezioni, la figura di Bardella è stata passata al setaccio e di lui si sono raccontati vita, morte e miracoli, facendo più volte cenno alle sue origini italiane, alla sua famiglia e, in particolare, alla storia dei propri nonni. Del resto, il presidente di RN, non ha mai nascosto le sue origini italiane e di aver vissuto in passato, con la madre (dopo che il padre era andato via) in povertà e nella banlieue di Saint-Denis, alle porte di Parigi, terra di migranti e povera gente, tra droga e deliquenza. Come ha scritto anche il Corriere della Sera, Bardella rivendica spesso il suo 75% di origini italiane (l’altro quarto è algerino Kabyle) per dire che “integrarsi è possibile, se lo si vuole”. Per tre quarti, dunque, nelle vene del forse futuro primo ministri di Francia, scorre sangue italiano. “Il giovane leader – rivela invece Repubblica – riesce a dire qualche parola di italiano, come durante il raduno a Firenze organizzato da Matteo Salvini, nel dicembre scorso, in cui ha esordito con un forte accento: Noi in Francia ci apprestiamo a dire ciao a Macron”. Per poi spiegare che d’italiano ne sa abbastanza per “quanto basta ad ordinare un’amatriciana al ristorante”. A confermare, l’origine alvitana del nonno paterno, Guerino Italo, è stato ieri anche il sindaco di Alvito, Luciana Martini: Guerino è emigrato giovanissimo da Alvito, insieme a tutta la sua famiglia, all’inizio degli anni ’50, quando era ancora in età scolare, come i suoi tre fratelli (due fratelli e una sorella). Con loro, il padre, Carmine, e la madre, Maria Antonia. Il primo aiutante meccanico, la seconda bracciante agricola. Ad Alvito vivevano nella zona di Colle Alto, praticamente quasi a confine con il comune di Atina, ma il gruppo familiare aveva già visitato e vissuto in Francia, dove si era trasferito in un primo momento negli anni ’30, tanto che il secondogenito era nato nel comune francese di Montreuil. Successivamente, la famiglia Bardella era rientrata in Italia, tornando ad Alvito, e decidendo quindi di trasferirsi, all’incirca nel 1952, definitivamente Oltralpe. In Francia, secondo quanto ha scritto il quotidiano Le Monde, in un lungo reportage intitolato ‘Bardella, l’Italien’, Guerino sposò un’algerina. Si tratterebbe, però, di un secondo e più recente matrimonio, celebrato dopo il divorzio da una cittadina francese che Guerino aveva sposato in giovanissima età. Jordan Bardella – racconta ancora Le Monde – sarebbe però sempre rimasto più legato al ramo materno della famiglia e fatta eccezione per qualche week-end a Roma o i soggiorni in Costiera amalfitana, il nuovo uomo forte dell’estrema destra d’Oltralpe conserva dell’Italia “solo il ricordo delle vacanze estive con i genitori”. Un altro dei tre nonni italiani, Severino Bertelli-Motta, classe 1934, lavorava invece alle carrozzerie Bertone vicino Torino. Sposato con Iolanda Benedetto, risiedevano a Nichelino, borgo operaio vicino agli stabilimenti Fiat, prima di emigrare, nel 1963, in un’altra banlieue ‘rossa’, questa volta vicino Parigi, in Seine-Saint Denis, con due figli (due altri nasceranno in Francia): Daniela e Luisa, la madre di Jordan. Racconta infine Repubblica: “Se la famiglia paterna italiana è ormai lontana, il giovane Jordan ha ancora dei cugini a Torino con cui si sente per gli auguri di fine anno. Continua però a descriversi come ‘un figlio dell’immigrazione, un francese di sangue misto, italiano al 75 per cento’. Promette di dare più dettagli sulla sua storia famigliare in un prossimo libro biografico che, spiega, non vuole ‘spoilerare’.”.
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