L’amministrazione comunale chiarisce i numeri e le linee guida del sostegno alle fasce disagiate.
Sul delicato tema dei servizi socio assistenziali arriva una netta presa di posizione dell’amministrazione Morini, dal momento che questo settore è sempre stato messo al centro dell’azione amministrativa e politica nel quinquennio appena trascorso, tanto che l’assessorato specifico è stato affidato al Vice Sindaco, Fabio Di Fabio. Alle critiche mosse dall’avv. Enrico Pavia, la maggioranza risponde chiarendo termini e cifre dell’intera struttura dei servizi sociali, compresi quelli “professionali” oggetto delle critiche. “Pavia non sa che il servizio sociale professionale è un servizio che il Comune ha l’obbligo di fornire per legge, in quanto ‘livello essenziale di assistenza’. Il servizio sociale serve proprio ad intercettare la domanda proveniente dal territorio (famiglie e persone in difficoltà, minori, anziani, malati, ecc.), canalizzarla verso le più appropriate forme di intervento, utilizzare gli strumenti e le risorse a disposizione. Senza servizio sociale professionale non vi possono essere servizi sociali di qualità! Pavia- continua la nota- non sa che in tutti i comuni attenti alle povertà, alle difficoltà, ai bisogni sociali, il rapporto tra operatore sociale e cittadinanza è di circa 1 a 5000. Considerando che gli operatori sono tutti a part time, l’amministrazione Morini ha raggiunto tale obiettivo. Tanto per fare un esempio, in un Municipio di Roma, a fronte di una popolazione di 180.000 persone, sono a disposizione ben 25 operatori sociali! Pavia non sa che, grazie al lavoro delle assistenti sociali e dello psicologo, l’amministrazione Morini è riuscita a “far uscire” dalle case famiglia oltre dieci minori, prospettando soluzioni di adozione, affido familiare o rientro in ambiente familiare protetto; e, così facendo, ha fatto risparmiare oltre 150.000,00 l’anno al Comune! Pavia nemmeno sa che, grazie al lavoro di progettazione del sociologo, l’amministrazione Morini è riuscita a farsi finanziare progetti di inclusione sociale, inserimento lavorativo, costruzione della rete di solidarietà per circa € 200.000″. La nota si chiude sottolineando a chi ha mosso queste critiche che l’utenza dei servizi sociali è di circa 3000 persone l’anno alle quali va offerto un adeguato servizio professionale di accoglienza, ascolto ed intervento. Andrea Tagliaferri
