Frosinone – Casinelli su emergenza lavoro: “Serve nuovo accordo di programma”

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L’esito della riunione del Tavolo Interistituzionale sull’Emergenza Lavoro, convocata dal Presidente della Provincia lunedì scorso ha messo in luce lo stato di drammaticità che sta assumendo la questione del lavoro sul nostro territorio.

  <Da un lato – spiega il presidente di Federlazio Alessandro Casinelli –  vi è la prospettiva di breve periodo, che impone di tamponare l’emergenza rappresentata dai lavoratori espulsi in questi anni dalle grandi imprese, che da questione economica si sta trasformando in acuta questione sociale. Dall’altro vi è una prospettiva di medio-lungo periodo che tuttavia non possiamo non mettere in campo – anzi è auspicabile che lo si faccia – se intendiamo veramente rispondere in termini più strutturali alla crisi e delineare per ciò stesso un percorso di sviluppo finalizzato al rilancio complessivo del nostro territorio. Ed è esattamente in questo ambito che le Associazioni imprenditoriali come la Federlazio possono fornire un contributo a prefigurare scenari futuri, piuttosto che in quelli che implicano la gestione delle tensioni sociali, che restano ovviamente di competenza di altre istituzioni. Dunque è proprio in questo senso che noi riteniamo sia giunto il momento di prendere atto del sostanziale fallimento dell’Accordo di programma del 2013 per il rilancio del SLL di Frosinone-Anagni, dal punto di vista della sua capacità di rappresentare un volano di sviluppo e occupazione. E che sia altresì maturo il tempo per prendere in esame la possibilità di sottoscrivere un nuovo Accordo di programma, che non ripeta gli errori del precedente, ma che parta stavolta da un’attenta analisi delle caratteristiche reali del tessuto imprenditoriale della nostra provincia, fortemente connotato da una presenza di Pmi, le quali restano ancora, nonostante tutto, le uniche realtà imprenditoriali in grado di fare occupazione su questo territorio. Vi è stata in questi giorni una richiesta in tal senso formulata da esponenti del Consiglio Provinciale all’indirizzo dell’Assessore regionale allo sviluppo economico Guido Fabiani. Ecco noi riteniamo che le istituzioni locali e le associazioni di rappresentanza debbano fare propria tale richiesta, se veramente si vuole dare una risposta alla crisi che non sia semplicemente quella dei pannicelli caldi bensì quella di una progettualità che sappia guardare non ai prossimi mesi ma ai prossimi anni. Su questo la Federlazio si rende fin d’ora disponibile a qualunque iniziativa da parte dei soggetti istituzionali che vogliano procedere in questa direzione>.
amata_provinciaConcordo con la lucida analisi del Presidente di Federlazio Alessandro Casinelli sulla necessità di dare vita ad un nuovo Accordo di Programma – a dichiarato in una nota stampa il vicepresidente della Provincia di Frosinone, Andrea Amata – per rispondere al bisogno di rilancio e di progettualità di questo territorio e per tamponare l’emergenza occupazionale in atto. Mi permetto però di fare un distinguo rispetto alla modalità di gestione dell’Accordo che può essere anche il binario da cui ripartire. L’Accordo di programma è nato in questo territorio ed è stato partorito attraverso il protagonismo e la centralità della Provincia di Frosinone, in quanto Ente di coordinamento, realmente a conoscenza e in sintonia con le dinamiche locali. Ha perso la sua forza e la sua incisività nel momento in cui è stato sottratto alla gestione delle Istituzioni locali e ha avuto regia romana. Non è questa una critica di valore, ma di metodo. Io penso che se fosse stato gestito a Frosinone avrebbe sortito quegli effetti in termini di risultati, di produzione e di posti di lavoro con i quali tutti avevamo salutato la firma dello storico documento. Gli errori passati se un valore hanno è quello di non ripeterli. Per cui facciamo ripartire la proposta ma cambiamo la regia che segua il progetto dall’inizio alla fine. E credo che la regia debba essere quello strumento di progettualità partecipata che è il Comitato per il Lavoro e lo Sviluppo. Noi siamo pronti – conclude Amata – a rimetterlo a disposizione”.
 
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