REPORTAGE Alatri – Ponti sul Cosa, la situazione e i rischi (video)

Andrea Tagliaferri
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Reportage sullo stato di alcuni dei ponti e attraversamenti sul corso del fiume che attraversa il territorio comunale. Intervista sul campo all’ing. Carlo Fontana, specializzato in opere civili.

Si parla tanto di ponti ultimamente, soprattutto a seguito della tragedia di Genova, ma in realtà ad Alatri, in piccolo, c’è che porta avanti una battaglia civica da anni, segnalando criticità e rischi che, alcune volte, portano a soluzioni più o meno definitive per i problemi indicati. Parliamo del Comitato La Valle del Cosa e, in particolare, del suo presidente Tiziano Latini che monitora costantemente il corso del fiume Cosa e le aree limitrofe alla ricerca di vecchie e nuove problematiche sul fronte del dissesto idrogeologico, dell’inquinamento e quant’altro. Abbiamo deciso, così, di fare un servizio sul campo in alcuni punti che ritenevamo più interessanti e ci siamo avvalsi della consulenza di un ingegnere strutturista, Carlo Fontana, che si occupa di opere civili anche a livello internazionale e che, essendo della zona, conosce abbastanza bene il territorio e i punti analizzati. Siamo partiti dal Ponte D’Alloggio, in località Fiura, che è attraversato dalla provinciale che da Alatri porta a Veroli ed è ancora molto trafficata. In questo punto sono già evidenti alcune carenze come la mancanza di corrimano sul guard-rail che sono caduti o sono stati manomessi. Scendendo nell’alveo del fiume si notano, come ha chiaramente detto anche l’ingegnere, problemi ai ferri scoperti del cemento armato, ma anche qualche cosa da approfondire nelle fondazioni che appaiono intaccate dall’azione erosiva del fiume, anche se ad occhio è impossibile capire il vero stato dei pali sottostanti. La vera emergenza in questo punto sono i muri di contenimento dell’alveo che stanno cadendo uno dopo l’altro e l’ultimo, proprio sotto il ponte potrebbe franare alla prima piena. Subito dopo abbiamo risalito il corso del Cosa in zona “Fiume”, dove c’è un altro ponticello adiacente al depuratore comunale. In questo caso la situazione appare migliore anche per via delle dimensioni ridotte del ponte che, tuttavia, presenta qualche problema di erosione dei muri di contenimento in parte già risolti da interventi negli anni passati. Anche in questo caso qualche ferro del cemento andrebbe trattato per evitare danni maggiori. La situazione più critica, invece, è stata rilevata sull’ultimo ponte analizzato, quello di Cellerano, vicino alla vecchia mola omonima. Questo è un ponte più importante perché a doppia campata e la pila di sostegno centrale risulta logorata e presenta qualche problema agli appoggi sotto la campata che non sono visibili, per cui non si capisce se manchino del tutto o siano danneggiati. Il problema principale segnalato dall’ingegnere, tuttavia, risiede nello stato di alcuni ferri della struttura armata che in un punto centrale della campata non solo risultano scoperti ma anche visibilmente corrosi e, in un punto, forse spezzati e necessitano di una valutazione abbastanza immediata. Va detto, comunque, che gli interventi ad occhio non dovrebbero essere molto costosi. “Il problema principale– ci racconta l’ing. Fontana- è la mancanza di programmazione degli interventi manutentivi che in Italia è ancora una chimera. Tra l’altro i Comuni non hanno spesso i fondi né per gli interventi né, ancor prima, in fase preliminare, quelli per i sopralluoghi dei tecnici che per monitorare un territorio così vasto dovrebbero fare solo quello quindi ben vengano anche segnalazioni di privati o di comitati che possono svolgere un ruolo davvero importante per la collettività collaborando con le istituzioni locali ”. Ricordiamo, infine, che al Comune a breve dovrebbe arrivare il consistente finanziamento di due milioni di euro dalla Regione per il progetto di riqualificazione e sistemazione dell’intero percorso del fiume Cosa, il che darà sicuramente occasione di mettere mano a tanti di questi problemi. Andrea Tagliaferri  
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