Sora – “Predica” del vescovo ai candidati 2016: “Correttezza e rispetto” (video)

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“La costruzione del bene comune dei cittadini esige che qualcuno si “candidi” al servizio degli altri, assumendo responsabilità politiche delicate, esigenti e impegnative”. Parole precise, dirette, quelle che il vescovo Gerardo ha pronunciato nel corso della conferenza stampa per i tradizionali auguri di Buon Natale e che ha rivolto ai candidati alle elezioni comunali del prossimo anno. Un invito alla correttezza, al rispetto, a coltivare il bene comune e l’interesse pubblico.

“Il termine “candidato” – ha detto ancora il vescovo della diocesi – deriva da “candido”, perché nell’antichità gli aspiranti alle cariche pubbliche indossavano una toga bianca, simbolo appunto di candore, purezza, semplicità. La toga bianca non può essere diversa, nel suo significato, dall’asciugamano bianco del Cenacolo, nel quale Gesù assume la posizione del servo, abbassato ai piedi degli apostoli per lavarli. Non c’è “politica” più grande di questa! Non dimenticatelo: vi candidate al servizio, non al potere! Il papa Paolo VI affermava che “la politica è una maniera esigente di vivere l’impegno cristiano al servizio degli altri ” (Octogesima adveniens, 46). Gli studenti del ’68 scrivevano sui muri della Sorbona a Parigi: “L’immaginazione al potere”. Amare è sognare una Città nuova, vivibile per tutti, attenta ai bisogni di ciascuno per trovare ogni soluzione possibile, insieme”. Ecco alcune regole del gioco per le prossime consultazioni elettorali che non devono conoscere “dichiarazioni di guerra”: Il vero “campo di battaglia” devono essere i programmi, da indicare in modo chiaro e concreto come possibili soluzioni per i diversi problemi della comunità civile. Nessuno deve promettere ciò che sa di non poter realizzare! Dite in modo altrettanto chiaro e deciso, nelle parole e nei fatti, il vostro sincero “No” alla guerra contro le persone, contro le famiglie, contro il racconto pubblico e distorto di fatti privati e legati alla sfera personale o familiare di altri candidati. Gli “altri” non sono avversari e nemici da distruggere! Le rispettive “ liste” non formano un elenco di “ricercati”, da colpire in qualunque modo, a costo anche di menzogne o di strumentalizzazioni. La competizione è tra programmi alternativi, chiari, concretamente proponibili; non si compete per dimostrare la propria ignobile capacità di insultare, denigrare, pettegolare. L’insulto e la denigrazione degli altri non deve deporre mai a favore di chi la provoca. Molti sono stati i commenti specie sui social network in merito alle dichiarazioni di Mons. Antonazzo. In tanti hanno fatto proprie le sue affermazioni auspicando una campagna elettorale corretta e senza toni troppo accesi. Altri hanno preso le distanze. Riportiamo l’intervista al vescovo Gerardo. Dir
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