Sicurezza in città e obiettivi sensibili blindati a partire dal tribunale di piazza Labriola e le zone centrali di Cassino compreso lo svincolo di accesso alla strada che porta all’abbazia di Montecassino.
Incontro Istituzionale ieri mattina tra il prefetto di Frosinone e il nuovo procuratore capo della Repubblica di Cassino, Luciano D’Emmanuele. Una visita quella del magistrato che ha dato lo spunto per fare una sorta di confronto su quanto verrà messo in campo dalla Procura per la tutela del cittadino e della collettività in generale. Obiettivo di Luciano D’Emmanuele è in primis l’aggressione ai patrimoni di coloro che nel Cassinate svolgono conclamate attività delinquenziali. Non solo con l’aiuto della Polizia di Stato ma anche con il supporto dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Il procuratore è poi andato in Questura. Qui l’attenzione degli importanti rappresentanti istituzionali si è spostata sulla questione sicurezza. E come più volte chiesto dal Prefetto sono state potenziate e risistemate le telecamere di videosorveglianza lungo l’area antistante il tribunale, in piazza Labriola e nelle vie di accesso. Ieri mattina una ditta specializzata ha quindi lavorato sodo per collegare gli impianti di ripresa con le centrali operative del 112 e del 113. “La necessità di avere un pieno controllo del flusso di entrata e di uscita dal palazzo di Giustizia – ha spiegato il procuratore D’Emmanuele durante la visita del presidente della Commissione Sicurezza della Corte d’Appello – si è fatta ancor più predominante dopo i fatti di Milano”. Si riferisce il procuratore alla tragedia avventuna nei corridoi del palazzo di Giustizia nei mesi scorsi ma senza dimenticare anche quanto sta accadendo in questi giorni in Francia e nel resto del mondo. Cassino quindi è ritenuta un obiettivo sensibile non solo per quanto concerne la criminalità organizzata. Angela Nicoletti
