Associazione a delinquere finalizzata alla truffa: indagati i quattro soci del negozio ‘Citytoys‘ di Cassino. In concorso tra loro, secondo quanto stabilito dal magistrato, con artefici e raggiri, senza consegnare i telefoni cellulari e le Play Station venduti a prezzi stracciati, avrebbero messo a segno una truffa da oltre mezzo milione di euro.
L’indagine, coordinata dal Procuratore Capo Facente Funzione Paolo Auriemma, è arrivata a conclusione e dopo 5 mesi di verifiche e riscontri sono state ben quattro le persone che, nei giorni scorsi, si sono visti notificare l’avviso di garanzia. A finire nei guai sono stati oltre che i due diretti titolari: Luigi De Rosa e la sua compagna, una donna di nazionalità russa anche due soci del negozio di telefonia situato in via Petrarca. Secondo quanto accertato da Polizia di Stato e Guardia di Finanza e come ampiamente raccontato da Luca Abete, inviato di ‘Striscia la notizia‘, gli indagati avrebbero garantito agli ingenui acquirenti, incassando anche un anticipo, la consegna in tempi brevissimi di telefoni cellulari I Phone o di consolle Play Station proposti sul sito on line e attraverso una campagna di volantinaggio a tappeto in tutto il centro e sud Italia. Un ‘modus operandi’ che ha raggirato oltre 3000 persone residenti in tutta Italia e che del prodotto ordinato non hanno mai visto l’ombra. Così come, scaduto il tempo di attesa, non hanno ricevuto in restituzione la caparra versata tramite bonifico bancario o in contanti. La prima informativa in Procura è stata presentata dal personale del gruppo della Guardia di Finanza di Cassino, diretto dal tenente colonnello Massimiliano Fortino, lo scorso mese di aprile. In questo caso il sostituto procuratore Alfredo Mattei ha disposti una serie di verifiche fiscali e accertamenti su conti correnti bancari. Con l’aumentare delle denunce presentate oltre che presso la Guardia di Finanza anche presso il commissariato di Polizia è stata avviata una seconda indagine, questa volta da parte degli investigatori della sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato unitamente ai colleghi del commissariato coordinati dal vice questore Cristina Rapetti. Nel contempo, alla luce di diverse aggressioni fisiche avvenute all’interno del negozio e in strada, su ordine del questore di Frosinone, Filippo Santarelli, lo scorso mese di agosto è stata avviata e poi attuata una richiesta di chiusura dell’attività per motivi di ordine pubblico. Il tutto in maniera antecedente al servizio andato in onda sul tg satirico di Antonio Ricci che ha avuto il merito di far accendere i riflettori su una truffa senza precedenti e che ha visto arrivare a Cassino, addirittura in autobus, le centinaia di persone raggirate e che speravano in una risoluzione bonaria della vicenda. Luigi De Rosa, come dichiarato in diverse trasmissioni televisive, si è detto pronto a restituire le somme dovute anche ‘se non prima di dicembre o gennaio’. La Legge purtroppo non ammette ignoranza. La parola passa ora la Giudice per le Udienze Preliminari che dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio di quattro indagati che se dovessero essere condannati rischiano una pena prevede fino sette anni di reclusione. Angela Nicoletti
