Ieri, dopo un’attesa lunga anni Mohamed e la sua famiglia hanno ottenuto un alloggio ATER.
Mohamed, come il solo nome già racconta, non è nato in Italia ed ha ottenuto la cittadinanza qualche mese fa. Eppure ancor prima che italiano Mohamed è un isolano, sono quasi trent’anni, infatti, che vive nella città del Liri. Ieri, commosso, ha stupito i funzionari dell’ ATER ed i membri dell’amministrazione che si stanno occupando degli alloggi. Il sindaco Quadrini sta facendo dell’emergenza abitativa uno dei principali scopi del suo mandato. Da quando è in carica “sono stati già assegnati tra i 15 ed i 20 alloggi”, ci dice e non sembra che abbia intenzione di fermarsi qua. Sono in via di completamento i lavori per sei alloggi in Via Mascagni, disponibili prima di Natale, dodici gli alloggi in via Chigi Nobile su cui si sta lavorando ed altrettanti gli appartamenti che dal prossimo anno dovrebbero rendersi disponibili, grazie agli interventi sull’ immobile di Via Garibaldi, comprato dall’ amministrazione. Giungere ad ottenere un alloggio ATER vuol dire spesso inerpicarsi su una strada in salita, fatta di lunghe attese e di graduatorie, che per le legge, devono essere aggiornate ogni sei mesi. La rigidità delle disposizioni legislative non rende facile quest’intervento di mediazione dell’amministrazione, chiamata ad agire senza indugi e con decisione. A volte “sono stati necessari degli accessi forzosi, per liberare alloggi non più utilizzati”, continua il primo cittadino. Per tutte queste ragioni il sindaco conclude rivolgendo un sentito ringraziamento all’ assessore delegato Monica Mancini, spesso chiamata a confrontarsi con casi al limite del drammatico. Veronica Villa
