Non pagano un debito e lui, commerciante di auto della Ciociaria, mette in atto un sequestro di persona in piena regola per convincere due fratelli di Terracina a versare la somma di denaro che doveva avere. L’uomo è stato rinviato a giudizio.
Sequestro di persona e violazione di domicilio. Sono questi i capi di imputazione che hanno portato un 42enne di Frosinone nelle aule del tribunale. L’uomo, che doveva avere denaro da due fratelli di Terracina che commerciavano auto, vedendo che i due non saldavano il conto aveva escogitato, secondo la Procura, un piano infallibile. Sequestrare uno dei due fratelli e farsi dare il denaro dall’altro con il ricatto. Così aveva pensato e così era stato fatto. Con l’aiuto di due albanesi il ciociaro si era recata a casa di uno dei creditori e l’aveva prelevato con la forza. Poi aveva fatto una telefonata all’altro parente di sangue e con tono minaccioso gli aveva detto che se non avesse portato i soldi il fratello sarebbe finito in guai seri. Il creditore però invece di cedere al ricatto si era rivolto alla polizia. Sul luogo dell’appuntamento il 42enne invece di trovare i soldi aveva trovato gli agenti di polizia. L’uomo, difeso dall’avvocato Enrico Pavia, è finito sotto processo insieme ai due amici albanesi che sono rappresentanti dall’avvocato Antonio Perilini.
Marina Mingarelli
