Frosinone – Fortunato Cerlino: “Le parole, i libri mi hanno salvato”

Alessandro Andrelli
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Fortunato Cerlino, il don Pietro Savastano della serie “Gomorra”, sabato scorso 26 maggio ha presentato, presso la Libreria Ubik di Frosinone, il suo libro: “Se vuoi vivere felice”, edito da Einaudi.

Fortunato Cerlino prima di essere attore, prima di essere conosciuto come il “boss” di “Gomorra”, è stato un bambino pieno di sogni. Un bambino che per dare voce, per dare una spiegazione alle immagini, spesso dure, che gli riempivano gli occhi, lasciava scivolare sui fogli di un quaderno di cartapaglia tutte le emozioni che gli facevano tremare le mani, che gli davano la necessità di provare a comprenderle. “Se vuoi vivere felice” nasce, dunque, da una necessità: quella di un bambino che vuole comprendere la vita che lo circonda. È “l’altra faccia di “Gomorra”: la vita in luce”, ma quando si parla di luce si parla anche di oscurità, necessariamente, afferma durante il nostro incontro Fortunato Cerlino. Mi spiega che interpretando il personaggio di Pietro Savastano, ha dovuto affrontare mondi oscuri perché “questi sono personaggi votati alla morte, che vivono una vita fatta di disamore, violenze, rabbia, una vita che non hanno saputo decifrare, leggere da un altro punto di vista: hanno ceduto alla tentazione del male…ci vuole tanta forza per dare la risposta opposta”. Fortunato Cerlino all’età di dieci anni ci ha provato, ha provato a guardare il male da un’altra prospettiva, con gli occhi giovani bagnati dai sogni, con la forza delle parole stretta tra i pugni delle mani, perché la scrittura è stato un istinto che ha sempre sentito dentro di sé, “un istinto primario”. Mi dice che la scrittura è stata la sua “prima stanza, perché vivendo in una famiglia molto numerosa, gli spazi erano sempre super-occupati. Aprire un libro significava chiudere una porta intorno a me e stare con i personaggi che incontravo.“Se vuoi vivere felice” è un libro fatto di verità. Fortunato Cerlino me lo dice: ha voluto lasciare su queste pagine la verità perché, mentre scriveva, si è sempre detto che è “meglio andare verso la verità, verso la sincerità, anche rischiando qualcosa”. È un libro che lascia tra le mani di chi lo legge un messaggio, quel messaggio forte che tutti dovrebbero ascoltare, che mai dovrebbe essere ignorato: “Mi piacerebbe lasciare la sensazione che se uno ha un sogno da qualche parte non deve mai smettere di crederci, che anche nascendo in circostanze particolari, complicate, c’è sempre un percorso, sempre un sentiero che va trovato, seguito.” “Se canti la tua voce, è un’armonia di pace, che si diffonde e dice: << Se vuoi vivere felice devi vivere quassù! >> Trallallà trarala la la…” Ester Evangelisti
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