La chiameremo Laura la donna che, una ventina di giorni fa, ha denunciato alle forze dell’ordine due esponenti politici che l’avevano ricattata.
Laura, anagnina, 35 anni mamma di due bambini, assistente sullo scuolabus, ha denunciato i due uomini, colpevoli di averla minacciata di farle perdere il posto di lavoro, se non si fosse candidata nella loro lista elettorale. Laura vuole sottolineare che con la sua storia non vuole impietosire le persone, ma solo far capire come tali episodi contribuiscano ancor di più ad allontanare la gente dalla politica, perché è inammissibile che ancora oggi si possa rischiare di perdere il lavoro (di questi tempi) solo perché non si accetta il “ricatto” di candidarsi. Laura è una ragazza che ha avuto un passato difficile, aveva un’attività familiare creata da suo padre. Lei studiava giurisprudenza a Bologna, ma per alcuni problemi legati all’attività, il suo papà le chiese di tornare a casa per aiutarlo e di lasciare gli studi. Poco dopo sono venuti a mancare entrambi i genitori. “Papà mi ha insegnato tanti valori, tra cui il rispetto per la gente e l’onestà.” LA STORIA Sabato 5 maggio, intorno alle 14.30 ero a casa di mio fratello con mia cognata. Hanno bussato alla porta, erano due candidati politici alle prossime elezioni comunali. Uno dei due lo conosco benissimo perché è della mia zona, l’altro lo conoscevo di vista. Mi hanno detto che mi dovevo candidare, io ho espresso la mia volontà di non farlo perché non volevo espormi. Ho detto loro: “Non mi stressate con questa storia, già qualche giorno fa sono stata fermata al supermercato e mi hanno fatto capire che mi dovevo candidare e che i voti dovevano uscire dalla mia zona”. Chi ti ha detto questo giorni prima? Un’amica. Io ho raccontato questa storia ai due e loro inizialmente mi hanno detto: “Queste cose non si fanno, perché stanno nella lista nostra.” Quindi è qualcuno che si candida con loro? Si, io raccontai questa cosa e dissi: “Non mi stressate, perché non mi va di espormi.” E loro due mi hanno detto: “ Non hai capito niente, se non ti candidi non avrai la nostra fiducia.” Per me dire se non ti candidi non hai la nostra fiducia, vuol dire se non ti candidi non hai lavoro”. Cosa intendevano per fiducia? A settembre non avrai la mia fiducia significa che non sarò sui pulmini. “Ci devi pensare perché noi andremo a vincere e se proprio non ci credi ti facciamo ascoltare una telefonata.” Uno dei due candidati politici mi ha detto: “Io sto già sostenendo due persone”, l’altro ha detto: “Io devo sostenere mia moglie e quindi a te chi ti sostiene?” Sostiene come lavoro? Si come lavoro sui pulmini. “Se tu non ti candidi chi ti assicura il posto di lavoro?” Io mi sono impaurita, perdere il posto di lavoro oggi, non è una cosa semplice, poi con due bambini. Ho detto loro che volevo pensarci e ho detto che ci saremo rivisti la sera alle 19. Prima di andare via, uno dei due mi ha detto: “Mi raccomando cerca di candidarti, se no mi metti nei guai.” Sono andata disperata da mio cugino, non sapevo che fare e gli ho raccontato il fatto. “Sono venute queste persone a casa e mi hanno detto che se non mi candido con loro, a settembre non mi rinnovano il contratto!” Non sapevo che fare e inizialmente ho anche pianto. Ho avuto paura e presa dallo sconforto, perché in passato ho avuto tanti momenti difficili, ho detto a mio cugino: “Mi candido, anche se prendo zero voti.” Mio cugino, conoscendo la mia situazione mi è stato molto vicino. Alle ore 19 sono tornati i due candidati e li ho registrati, sapendo di poterlo fare perché essendo a casa mia la registrazione non è illegale. Hanno chiaramente detto che erano venuti per aiutarmi e che conoscevano la mia situazione. Ho detto loro esplicitamente che non potevo candidarmi per una questione di correttezza, perché mio cugino è candidato anche lui e i miei voti si sarebbero dimezzati. Per me perdere la dignità è peggio di perdere il lavoro. Loro mi hanno detto che dovevo dire a mio cugino che non si doveva candidare lui. “Glielo dovevi dire che tu eri un po’ appesa per il lavoro.” Ho chiesto loro, sbalordita, perché ero appesa con il lavoro e loro mi hanno risposto: “Quando a giugno – luglio apriremo le liste dei candidati e avremo il tuo nome, tu avrai la nostra fiducia, se non ti candidi chi te lo dà il lavoro? Non hai più la fiducia, lo sto facendo per te”. Ho detto: “Se lo stavi facendo per me, dovevi dirmi di stare lontana dalla campagna elettorale e che il lavoro lo avrai sempre assicurato!” Vorrei lasciare un messaggio a tutti i lavoratori: “Non fatevi ricattare, alzate la testa, se proprio un giorno ci troveremo senza lavoro, almeno avremo salvato la nostra dignità. E’ triste dire, ancora oggi, che chi ha la capacità di lavorare non può lavorare e chi è raccomandato si”. Tu sei entrata nello stesso modo come assistente? Mi sono candidata alle elezioni comunali quattro anni fa con un partito che non è nemmeno uscito. Sono venuta a sapere che il Comune aveva licenziato due assistenti e quindi io sono andata ad informarmi alla ditta dei pulmini. Lì mi hanno fatto direttamente il colloquio, ho il diploma magistrale del vecchio ordinamento che vale come una laurea, ho detto loro che ho due bambini. Dopo qualche giorno mi ha contattato la ditta per la prova, dopo tre mesi sono stata assunta. Uno dei due candidati politici quando sono venuti a casa mi ha detto:” A quel lavoro sei capitata per disgrazia, già dall’anno scorso stavi fuori se non avessi detto io di tenerti, perché sei una ragazza che ha bisogno.” Se no mi avrebbero fatta fuori. Dopo questo incontro sono andata dai carabinieri e ho portato con me la chiavetta con le registrazioni. Hai paura di ripercussioni e di perdere il lavoro? Ho paura di perdere il posto di lavoro, sono sicura che questo partito vincerà le elezioni. Ho deciso di denunciarli, perderò il posto di lavoro, ma non la dignità. Cosa intendi fare? Camminerò sempre a testa alta, lavorerò sempre nei migliori dei modi e se qualcuno mi vuole licenziare, sarà la ditta dei pulmini a farlo, secondo i termini di legge, facendomi una lettera di richiamo, perché mi sono comportata male. Me ne andrò dal lavoro solo se ci sarà un motivo legale. Casapound ti sta strumentalizzando come si mormora in città? Mio cugino è candidato con Casapound e loro mi hanno detto di non fare la denuncia perché potevo essere licenziata. Mi hanno detto di pensarci bene, perché il rischio di essere fuori dal lavoro è alto. Cosa speri che succeda dopo la denuncia? Vorrei che esca fuori la verità e vengano punite dalla legge queste persone. E’ vietato lo scambio di voti, spero che tutti i lavoratori non siano mai minacciati o ricattati, perché ti dicono “ti stiamo aiutando”, ma psicologicamente ti stanno minacciando. Il lavoro me lo dai se sono una persona capace e competente, soprattutto perché abbiamo a che fare con i bambini. (foto web) Anna Ammanniti LEGGI ANCHE: https://www.tg24.info/anagni-ricatto-sul-lavoro-pretendono-la-sua-candidatura-nella-lista-elettorale/
