Frosinone – Truffa alle assicurazioni, 7 imputati patteggiano

Marina Mingarelli
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Truffa alle assicurazioni, sette imputati patteggiano. Come si ricorderà qualche tempo fa a seguito di un esposto, gli investigatori della procura scoprirono una vera e propria fabbrica del falso per truffare le compagnie assicurative.

Si tratta di un sodalizio che utilizzava carrozzieri, fisioterapisti e periti infortunistici per farsi risarcire dalle compagnie assicurative. E proprio a seguito di tali fatti il sostituto procuratore Samuel Amari aveva chiesto il processo per undici persone che rispondono del reato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di falso, frode assicurativa e ricettazione. Nell’udienza di ieri che si è tenuta davanti al Gup Antonello Bracaglia Morante, C. M. indicato come capo di questa organizzazione la cui attività era proprio quella di raggirare le compagnie assicurative ha patteggiato a due anni di reclusione; E.M. un anno e dieci mesi; A. P. un anno e sei mesi. Entrambi facevano confluire sui loro conti correnti gli importi degli indennizzi indebitamente ottenuti. C. R. e D. R. (consulenti infortunistici) hanno patteggiato a due anni. Per quanto riguarda E.P. che ha risarcito il danno, il reato si è estinto. Quest’ultima avrebbe consegnato nel corso di una visita medico legale delle certificazioni che sono state disconosciute dal medico firmatario. M.M. che avrebbe presentato una falsa certificazione, ha patteggiato ad un anno di pena. Per quanto riguarda la moglie del defunto avvocato Andrea Dini il pubblico ministero ha chiesto il non luogo a procedere. Gli altri imputati hanno chiesto di poter essere giudicati con il rito ordinario. Si tratta di M. C. (avrebbe messo a disposizione il proprio conto corrente sul quale confluivano parte delle somme provenienti dalle truffe), F.I. (avrebbe prodotto false documentazioni inerenti a sedute di riabilitazione) e P.R. (avrebbero presentato nel corso di una visita falsa documentazione). Il procedimento penale scaturisce da un’inchiesta della polizia stradale conclusa nel luglio dello scorso anno con l’adozione di una serie di misure cautelari. La base del raggiro, secondo le accuse, sarebbe stata lo studio legale dell’avvocato Andrea Dini, morto suicida. Il legale, il 18 luglio del 2023, si tolse la vita lanciandosi dalla finestra del suo studio legale, al sesto piano, in piazzale Kennedy a Frosinone. Secondo le accuse, le truffe sarebbero iniziate nel 2019 e sarebbero proseguite fino al 2023, anche dopo la morte del professionista. Nel collegio difensivo gli avvocati Marco Maietta, Monia Ciotoli, Pierpaolo Dell’Anno, Antonio Ceccani, Giuseppe Pizzutelli e Luigi Tozzi. Mar. Ming.
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