ESCLUSIVA Anagni – Intervista al candidato sindaco Daniele Tasca, “Una città innovativa”

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Daniele Tasca, alle prossime elezioni comunali,  è il candidato a sindaco della coalizione Anagni Terra Nostra, un’alleanza tra liste civiche e partiti che ha riconosciuto in Tasca la persona giusta per rappresentare un progetto importante e innovativo.

Anagni è una città che deve mettersi al passo col tempo, rimasta troppo indietro ed aprirsi alle innovazioni. Daniele Tasca è anagnino, ha 59 anni, è cattolico, sposato e ha tre figli. Laureato in Scienze Statistiche è dirigente presso la Regione Lazio nell’Area Politica degli Enti Locali. Il suo lavoro, in sintesi, consiste nell’avere rapporti e consulenza con tutti i comuni e sindaci della regione Lazio. Quando e perché ha deciso la sua candidatura a sindaco? La mia decisione è avvenuta in maniera spontanea in seguito alla richiesta di mio nipote Valeriano di mettere a disposizione, per la comunità anagnina, la mia esperienza. Poi ho conosciuto il gruppo Idea Anagni e in tutta la coalizione ho trovato persone molto professionali, con le quali abbiamo intrapreso un rapporto di amicizia. Da qui la condivisione di punti programmatici convergenti, abbiamo condiviso una carta di valori etici, con il perseguimento del bene di Anagni. Nell’impegno programmatico di Anagni Terra Nostra abbiamo scritto chiaramente che la coalizione si basa sul rispetto dei principi dettati dalla Costituzione Italiana e dalla Dichiarazione dei Diritti Umani dell’Onu, sulle regole non negoziabili di una convivenza civile e democratica per affrontare le sfide, accettare le responsabilità e trovare le risposte finalizzate al miglioramento della nostra città. L’impegno è dedicato a tutti gli uomini e le donne, a tutti i cittadini che hanno ancora voglia di essere liberi e di pensare con la propria mente, a quelli che non credono alle illusioni di chi promette solo per comandare, che non accettano la mediocrità di chi non agisce per il benessere comune, che non si accontentano di gridare la propria rabbia, ma cercano di lottare per ottenere una realtà migliore. A tutti noi orgogliosi di essere cittadini di Anagni consapevoli che solo fondendo passato e futuro, lavorando sul presente, possiamo finalmente riprendere in mano la città. Nel caso di vittoria, quale sarà l’argomento che affronterà prima di tutto? Sicuramente la riorganizzazione della macchina amministrativa, perché senza una macchina resa moderna, il nostro Comune non sarà mai un Comune virtuoso. Come si può ottenere questo? Dando direttive chiare e trasparenti, formando il personale, utilizzando appieno le professionalità nel giusto posto. Cercheremo la collaborazione con gli altri comuni, avremo attenzione per la difesa del suolo dall’inquinamento, dovremo accedere ai fondi europei e regionali ed avere la capacità di rintracciare risorse. Questo a livello amministrativo, mentre a livello politico, vogliamo dare un aspetto principale al Consiglio Comunale, con una fucina di idee, di trasparenza e di innovazioni. I consiglieri comunali avranno a disposizione uno staff tecnico che gli permetterà di studiare e guardare dove c’è l’occasione da cogliere nel mondo economico, culturale, ecc. Lo staff tecnico formato da giovani anagnini laureati, studierà queste attività, verranno messi a loro disposizione le necessarie strutture e verranno retribuiti con la mia rinuncia allo stipendio da sindaco. In questo modo avremo creato dei posti di lavoro. Quali sono i vostri progetti e programmi? Abbiamo in mente una serie di progetti che verranno presto illustrati nel nostro programma. Ti anticipo l’intenzione di costituire una sede universitaria ad Anagni, riorganizzare gli assessorati al servizio delle persone, della città. Vogliamo che Anagni diventi una città con ambiente a misura d’uomo, adottando tutti gli accorgimenti che il progresso ci mette a disposizione, dall’inquinamento zero, all’eco design, alle associazioni sentinelle del pulito, con il controllo del territorio. Abbiamo intenzione di ridare vita al centro storico, sfruttando quelle strutture abbandonate per creare circoli ricreativi per i giovani, creando attività culturali ma non solo, anche di divertimento e svago. Ormai le casse comunali, a livello nazionale, sono molto più povere rispetto al passato, esistono “alternative” per mettere lo stesso in campo i tanti progetti? Il grande problema è che bisogna saper fare un bilancio di cassa e non di competenza. Fare un piano triennale, attirare una politica di risorsa, incentrata al turismo, al commercio. Gestire meglio gli edifici pubblici e attingere maggiormente ai finanziamenti. Anagni di cosa ha bisogno in questo momento, cosa manca alla città? Mancano persone coscienziose, c’è bisogno di persone che lavorano con responsabilità e facciano ripartire Anagni. Anna Ammanniti      
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