(di Anna Ammanniti) Mercoledì 25 aprile è stata la giornata di celebrazioni istituzionali e di manifestazioni in tutta Italia per il 73esimo anniversario della Festa della Liberazione.
Una data importante per l’Italia: la Patria rinasceva dalle ceneri della guerra, ricollegandosi al Risorgimento, ai suoi ideali di libertà, umanità, civiltà e fratellanza. Queste le parole del discorso del presidente Sergio Mattarella. Al di là del ricordo di coloro che hanno combattuto la guerra di liberazione e che hanno reso possibile il ritorno alla democrazia oscurata dal fascismo, c’è sempre un valido motivo per festeggiare la fine di una guerra, di un conflitto che ha contato 55 milioni di vittime. La celebrazione della Festa della Liberazione ad Anagni si è svolta in Piazza Cavour, dove il commissario prefettizio Massimo Di Donato ha deposto la corona al Monumento dei Caduti, in sottofondo le note del Silenzio, suonate dalla banda musicale anagnina. Un momento di grande emozione in ricordo di ciò che i nostri nonni e bisnonni hanno fatto per la nostra Patria. Il ricordo di una libertà riconquistata a caro prezzo e dunque di bene prezioso da custodire e tramandare. Presenti in piazza Cavour: il commissario Di Donato, rappresentanti delle autorità militari, volontari dell’ANC, alcuni dipendenti comunali e alcuni cittadini. Qualcuno manca all’appello? Si: La classe politica! Sparita tutta. Tranne qualche “politico” tra il pubblico (Vittorio Save Sardaro, Fernando Fioramonti e Nadia Ciardiello), qualcuno dei quali arrivato anche in ritardo, il resto dove era? Certo mancano ancora alcune settimane per l’inizio della campagna elettorale, ma resta un fatto alquanto triste. Tra poco ci sarà l’assalto ai mercati, alle piazze, ai rioni, alle periferie, ai vicoli, ai supermercati. Sorrisi stampati a 32 denti, promesse di benessere, ricchezza, ogni angolo della città pulita e funzionante. Ma nei momenti significativi, di celebrazione dello spirito e dei principi che ci dovrebbero accomunare, il cittadino, ieri, è stato lasciato solo. Alcuni hanno sussurrato timidamente, guardando in basso i sanpietrini infuocati dal caldo più che primaverile: “Si fanno vedere solo quando cercano il voto.” Beh in effetti, l’assenza dei politici, ieri è stata un’assenza che “pesante” quanto i sanpietrini, soprattutto in un momento in cui le persone hanno perso fiducia nella politica. Qualcuno si è giustificato dicendo che non abbiamo più un’amministrazione, che siamo commissariati. Quindi celebrare la conquista della libertà è solo un “obbligo istituzionale”? Della serie, se amministro partecipo altrimenti no. Quindi se dopo il 10 – 24 giugno, quando avremo una nuova amministrazione, i cittadini non parteciperanno ad alcuna manifestazione pubblica, saranno tutti “giustificati”? Anna Ammanniti
