Rapinatore irrompe armato di un coltellino in un bar/edicola/tabacchi, ma il titolare riesce a metterlo in fuga a suon di schiaffi e pugni.
Il singolare intento criminoso è avvenuto domenica sera intorno alle 21:30 a Posta Fibreno nel locale “Bacco, Perbacco e Baffo” in via Casalvittoria, dove il proprietario, originario di Alvito, si trovava da solo con la moglie. Il malvivente, entrato con il volto coperto da una sciarpa, è riuscito ad oltrepassare il bancone raggiungendo il titolare al quale ha intimato di svuotare la cassa, minacciandolo con un coltello. Era davvero convinto di poter arraffare il denaro in cassa senza problemi, per poi fuggire tranquillamente con il suo complice che lo attendeva fuori in auto. Purtroppo per loro, il piano non è andato come previsto e il colpo non è stato messo a segno. Grazie poi all’immediato allarme lanciato da marito e moglie che hanno fornito indicazioni precise e puntuali, i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sora, coadiuvati dai colleghi della Stazione di Vicalvi, si sono subito attivati per raggiungere i due rapinatori in fuga. Il breve inseguimento si è concluso nel territorio di Sora, in via Villa Carrara, dove gli agenti operanti hanno intercettato e fermato i due fuggitivi a bardo di una Fiat Panda.
Si tratta di un 39enne, L.M. e di un 41enne, A.F., residenti tra Broccostella, già censiti per reati contro la persona e il patrimonio ed ora gravemente indiziati del reato di tentata rapina. Rilevato il concreto pericolo di fuga e la gravità della condotta posta in essere, grazie agli elementi probatori raccolti e dopo le formalità di rito, i due pregiudicati sono stati condotti presso le rispettive abitazioni in regime di arresti domiciliari, come disposto dall’Autorità Giudiziaria. L’episodio ha destato l’attenzione di tanti curiosi. Una tentata rapina che poteva concludersi in tragedia per i due coniugi, se non fosse stato per la prontezza dimostrata da Flavio Di Carlo, marito ed esercente coraggioso.
“Ho semplicemente difeso la mia vita, mia moglie e il mio lavoro – ha raccontato il signor Flavio -. Chi mi conosce sa bene che le persone e le cose che amo non devono essere toccate, altrimenti scatta una legittima reazione. L’altra sera ho mantenuto i nervi saldi sin dall’ingresso dell’uomo incappucciato e non gli ho dato neppure il tempo di aprire bocca. Sullo scontro fisico ho decisamente avuto la meglio ed è bastato poco. Evidentemente non mi conosceva. Diversi anni fa venni legato ad una sedia all’interno di una gioielleria in cui lavoravo ad Alvito, con quattro pistole puntate contro e di sicuro non potevo fare nulla. In questo caso ho potuto reagire con determinazione, soprattutto per evitare che ci andasse di mezzo mia moglie. Non mi sento coraggioso, semplicemente divento cattivo nel momento in cui si invadono affetti e proprietà”. Proprio quella sera, sospese le partite di calcio, mancavano i clienti abituali, tutti gli amici tifosi che solitamente si intrattengono fino a tarda ora e inoltre le elezioni si svolgevano nella parte alta del paese. Un’ideale occasione per i malviventi di agire indisturbati, sfumata in due mosse messe a segno da Flavio Di Carlo.
Caterina Paglia
