Anagni – Egidio Proietti, capogruppo del Pd: “Ecco perché siamo passati in opposizione”

Anna Ammanniti
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Il capogruppo del Partito Democratico, Egidio Proietti, espone nel seguente comunicato stampa, alcuni motivi per cui il gruppo consiliare, formato da lui stesso, Maurizio Bondatti e Sandra Tagliaboschi, ha deciso di passare all’opposizione dopo quattro anni di governo.

Oltre la revoca assessorile del capogruppo Aurelio Tagliaboschi, altre le cause che man mano hanno portato alla definitiva rottura. “Credo che sia giunto il momento in cui ciascuno si debba assumere le proprie responsabilità verso una situazione politica complessa e gravosa per Anagni, situazione gravosa che pensavamo di aver messo definitivamente alle  nostre spalle dopo i periodi bui del centro destra. Ripercorriamo un po’ le tappe che ci hanno portato pochi giorni fa all’opposizione del Sindaco Bassetta. Il Sindaco di Anagni, eletto con l’apporto determinante del partito democratico nel 2014, poteva contare su un numero imponente di consiglieri di maggioranza, lasciando all’opposizione solo le briciole ( n. 3 consiglieri). Tuttavia, all’ultimo consiglio comunale, la maggioranza poteva contare solo su  6 consiglieri e l’opposizione 5; un consiglio comunale dove il numero legale è stato garantito, anche grazie alla presenza della minoranza, denota un’autodistruzione dell’amministrazione e delle liste civiche che lo hanno sostenuto. Basti ricordare il passaggio del L’AltrAnagni e Anagni Democratica in opposizione, la dichiarazione di indipendenza dei consiglieri Roiati e Necci, all’implosione di una lista come Progetto Anagni che vantava all’inizio cinque consiglieri e presente all’ultimo consiglio con due solamente di loro. Questa realtà è sotto gli occhi di tutti, un Sindaco che non è riuscito a tenere insieme i suoi consiglieri, non può prendersela adesso con la scelta del sottoscritto, del consigliere Maurizio Bondatti e Sandra Tagliaboschi di passare in minoranza, la situazione era degenerata già da tempo. Un Partito Democratico che sin dall’inizio ha cercato di essere al fianco del primo cittadino, un Partito Democratico che mai si è sognato, pur avendo un solo rappresentante in Giunta, di pretendere altri posti (pur avendone pieno titolo) di parlare di rimpasti o di aprire mini crisi, cosa invece fatta a più riprese da altri e che poi hanno comportato inevitabilmente al disgregarsi delle forze partitiche e civiche che sostenevano l’amministrazione Bassetta. Da ultimo, il benservito offerto all’unico nostro rappresentante in Giunta, liquidato con una “fredda “notifica da parte dei messi comunali pochi giorni fa. Ecco queste sono solo alcune delle ragioni che ci hanno spinto a passare in minoranza; se il Sindaco crede di avere ancora i numeri (così non sembra), vada avanti, altrimenti rassegni le dimissioni per il bene suo e della città.” Anna Ammanniti  
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