Truffe online, il “finto bancario” colpisce ad Ausonia: denunciati due giovani

Irene Mizzoni
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​L’indagine dei Carabinieri ricostruisce il giro di raggiri tra il Lazio e la Liguria. Fondamentale il tracciamento dei flussi finanziari per incastrare i responsabili.

Una voce professionale al telefono, il logo di un istituto di credito noto e la richiesta, urgente, di mettere in sicurezza i propri risparmi. Era questo il biglietto da visita di una banda di truffatori capace di raggirare ignari cittadini per migliaia di euro. Un castello di carta che è crollato sotto i colpi dell’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Ausonia, che hanno denunciato a piede libero due giovani di origini campane, rispettivamente di 20 e 25 anni, con l’accusa di truffa in concorso. ​La tecnica del “Vishing” ​L’inchiesta è scattata in seguito alla denuncia di un residente di Ausonia, vittima di quello che in gergo tecnico viene chiamato vishing. Il meccanismo era oliato: una complice degli indagati contattava le vittime spacciandosi per un’impiegata di banca e, con toni rassicuranti ma fermi, segnalava anomalie sul conto corrente. ​Attraverso artifizi e raggiri, la donna riusciva a farsi consegnare i codici di accesso o a indurre le vittime a effettuare bonifici immediati. Nel primo caso accertato dai militari, il colpo ha fruttato alla rete criminale ben 2.700 euro. ​Le indagini: la scia del denaro ​La “certosina” attività investigativa, come definita dagli stessi inquirenti, si è concentrata sull’analisi dei flussi bancari. Nonostante i tentativi di far perdere le tracce del denaro, i Carabinieri sono riusciti a ricostruire il percorso dei soldi: le somme venivano inizialmente accreditate sui conti della complice, per poi essere sistematicamente trasferite su conti correnti riconducibili ai due giovani denunciati. ​Le verifiche hanno permesso di accertare anche un secondo episodio ai danni di una 44enne sudamericana residente in provincia di La Spezia. Anche in questo caso, la dinamica è stata identica: la donna, indotta in errore, ha fornito i propri codici di sicurezza permettendo un prelievo fraudolento di circa 1.700 euro. ​L’appello delle Forze dell’Ordine ​L’Arma dei Carabinieri ha colto l’occasione per rinnovare l’invito alla massima prudenza. ​”Nessun istituto di credito richiede credenziali bancarie o codici di sicurezza telefonicamente” – ricordano i militari – “In caso di richieste sospette, è fondamentale non fornire alcun dato e contattare immediatamente il 112”. ​I due giovani sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria, mentre le indagini proseguono per identificare ulteriori complici e altre possibili vittime di questa sofisticata rete di raggiri.
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