Nonostante le continue campagne di sensibilizzazione contro le frodi telematiche, le insidie del web continuano a colpire. Questa volta l’indagine, condotta dai Carabinieri della Stazione di Aquino, ha portato alla luce un raggiro orchestrato su scala nazionale, conclusosi con il deferimento in stato di libertà di tre persone.
I presunti responsabili sono un 64enne di Cavriglia (AR), un 30enne residente a Milano e una 78enne di Napoli. I tre dovranno rispondere davanti alla Procura della Repubblica di Cassino dell’ipotesi di reato di truffa in concorso.
La dinamica: l’illusione dell’affare su TikTok
Tutto ha avuto inizio lo scorso 27 marzo, quando una donna residente ad Aquino si è presentata in caserma per sporgere denuncia. La vittima era stata attirata da un annuncio pubblicato sulla piattaforma social TikTok: l’offerta riguardava una cucina a un prezzo decisamente competitivo.
Secondo quanto ricostruito dai militari, i malviventi avrebbero utilizzato “artifici e raggiri” per convincere la donna della bontà dell’affare, spingendola a versare la somma pattuita di 250 euro. Il pagamento è avvenuto tramite ricarica su una carta prepagata Postepay, intestata a uno dei componenti del gruppo.
Il solito schema: incasso e sparizione
Una volta accreditato il denaro, il copione si è ripetuto come nel più classico dei raggiri online:
- Irreperibilità: I venditori hanno immediatamente interrotto ogni forma di comunicazione.
- Blocco dei contatti: Ogni tentativo della vittima di rintracciare i proponenti è risultato vano.
- Nessuna consegna: Della cucina, ovviamente, non è mai stata traccia.
Le indagini
Grazie alla tempestiva querela e ai successivi accertamenti tecnici sui flussi finanziari e sui profili social utilizzati, i Carabinieri di Aquino sono riusciti a risalire all’identità dei tre soggetti, residenti in tre diverse regioni d’Italia, a testimonianza di come la criminalità informatica non conosca confini geografici.
L’Autorità Giudiziaria è stata informata degli esiti investigativi per i provvedimenti di competenza. L’invito delle Forze dell’Ordine resta quello di prestare la massima attenzione agli acquisti su piattaforme social e di diffidare di prezzi eccessivamente bassi o modalità di pagamento non tracciabili.
