Falsi invalidi a Velletri: smantellata l’organizzazione del “pacchetto tutto incluso”

Irene Mizzoni
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Tre arresti e 21 indagati nell’operazione della Guardia di Finanza. Tra i complici medici compiacenti che attestavano gravi patologie in cambio di mazzette sugli arretrati INPS.

Un giro d’affari costruito sulla simulazione di gravi disabilità e sul saccheggio delle casse dello Stato. A Velletri, i Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno smantellato un’associazione per delinquere specializzata in truffe aggravate ai danni dell’INPS, portando alla luce un sistema di corruzione e falsità ideologica che coinvolge decine di persone.

​L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, si è conclusa con l’esecuzione di misure cautelari per tre persone (attualmente ai domiciliari) e l’iscrizione nel registro degli indagati di altri 21 soggetti.

​L’organizzazione non si limitava a suggerire scappatoie, ma offriva un vero e proprio supporto logistico e teatrale per ingannare le commissioni mediche. Il pacchetto offerto ai “clienti” comprendeva:

  • Documentazione medica falsa: grazie alla collaborazione di medici compiacenti che attestavano patologie inesistenti.
  • Kit di simulazione: fornitura di sedie a rotelle e stampelle per le visite di accertamento.
  • Training comportamentale: istruzioni dettagliate su come muoversi e cosa dichiarare per apparire non autosufficienti.

​A tradire i beneficiari dell’indennità di accompagnamento sono state, in molti casi, le loro stesse abitudini. Mentre sulla carta risultavano affetti da gravissime limitazioni motorie, i militari della Compagnia di Velletri hanno documentato una realtà ben diversa: soggetti che conducevano una vita del tutto ordinaria, con tanto di foto e video pubblicati sui social network che li ritraevano in attività incompatibili con lo stato di invalidità dichiarato.

​L’indagine ha svelato un sistema di “retrocessione” del profitto: una volta ottenuto l’assegno dall’INPS, i falsi invalidi consegnavano agli organizzatori una quota compresa tra il 10% e il 30% degli arretrati percepiti.

  • 220 persone coinvolte come beneficiari dei servizi illeciti.
  • Oltre 200.000 euro il danno stimato per le casse pubbliche (cifra che sarebbe lievitata senza l’intervento delle Fiamme Gialle).
  • 75.000 euro in contanti e cento sterline d’oro sequestrati durante le perquisizioni.

​Oltre ai conti correnti e a un immobile, i sigilli sono scattati anche per un poliambulatorio che fungeva da base operativa. La struttura veniva utilizzata in modo promiscuo come Centro di Assistenza Fiscale (CAF) e studio odontoiatrico, ma è risultata completamente priva delle autorizzazioni sanitarie e amministrative previste dalla legge.

​L’operazione ribadisce l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto agli sprechi di denaro pubblico, con l’obiettivo di garantire che le risorse per l’assistenza finiscano realmente nelle mani delle fasce più deboli e vulnerabili della popolazione.

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