Una complessa architettura di raggiri, finti avvocati e sedicenti ufficiali della Guardia di Finanza. È questo lo scenario ricostruito dalla Procura della Repubblica di Frosinone che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per sei persone, accusate di aver truffato per oltre 167.000 euro la direttrice dell’Istituto scolastico “Beata Maria De Mattias”.
Secondo l’impianto accusatorio coordinato dal Sostituto Procuratore, dott.ssa Rossella Ricca, il gruppo criminale avrebbe agito con un piano meticoloso. Tutto sarebbe iniziato con una telefonata a Suor Assunta. Un sedicente avvocato del foro di Milano aveva contattato la religiosa che all’epoca gestiva i conti dell’istituto, per informarla di presunti debiti legati ad un abbonamento a riviste delle Forze dell’Ordine mai saldato. La suora ultranovantenne era stata indotta a effettuare numerosi pagamenti nel corso del tempo per sanare questa fantomatica situazione debitoria. Suor Assunta, va detto, aveva mantenuto il massimo riserbo su questa storia perché si sentiva responsabile per non aver pagato per tempo quell’abbonamento. Il sedicente avvocato tra l’atro, le aveva prospettato l’esistenza di un procedimento penale a carico della scuola. Per rendere credibile il ricatto, alla vittima erano stati inviati atti giudiziari contraffatti completi di loghi della Repubblica Italiana e intestazioni del Tribunale di Milano. Il raggiro è salito di livello quando un secondo complice è entrato in scena spacciandosi per un Sovrintendente della Guardia di Finanza. Quest’ultimo, con abile manipolazione psicologica, avrebbe convinto la suora della necessità di versare ingenti somme di denaro per “regolarizzare” la posizione fiscale dell’istituto e affrontare spese legali e di cancelleria. La scoperta del raggiro è venuta fuori quando una delle consorelle aveva notato che Suor Assunta nel giro di pochi mesi aveva effettuato numerosi prelievi dal conto corrente dell’istituto. In meno di un anno, tra il febbraio e il settembre 2020, la vittima era stata indotta a effettuare numerosi bonifici e ricariche su carte PostePay Evolution. Da qui l’apertura dell’inchiesta. Attraverso l’analisi dei tabulati telefonici e dei flussi finanziari,è emerso che le chiamate partivano da utenze intestate a cittadini stranieri irreperibili, un classico espediente per sviare le indagini. Dalle carte della Procura emerge una fitta rete di destinatari dei fondi, con posizioni che spaziano da Palermo a Milano, passando per Cologno Monzese e la provincia di Pavia. Tra i nomi dei sei imputati per i quali è stato richiesto il processo figurano soggetti già noti alle forze dell’ordine e giovani reclutati per prestare i propri conti correnti al transito del denaro sporco. L’accusa contestata è truffa aggravata in concorso. La parola passa ora al Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone. L’istituto scolastico, parte offesa nella vicenda, si prepara a chiedere giustizia per un danno che non è stato solo economico, ma ha colpito una storica realtà educativa del territorio. Nel collegio difensivo gli avvocati Giampiero Vellucci, Roberto Filardi, Daisy Liburdi, Marika Ballardin, Fausto Velocci e Filippo Mulè. Mar, Ming. .
