Si è chiusa con un provvedimento giudiziario l’indagine sul rogo che, lo scorso luglio, aveva scosso la comunità di Piedimonte San Germano.
I Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del fratello di un imprenditore agricolo locale, ritenuto responsabile dell’incendio doloso che distrusse una Toyota CH-R. I fatti risalgono alla scorsa estate. Una Toyota CH-R, di proprietà di una donna di origini rumene, si trovava parcheggiata nel cortile dell’imprenditore. L’auto era stata lasciata lì temporaneamente, poiché non marciante in seguito a un precedente incidente stradale. Le fiamme, divampate improvvisamente, avevano avvolto il veicolo riducendolo a una carcassa fumante e causando danni strutturali alla proprietà circostante. Solo l’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco di Cassino e dei Carabinieri della Sezione Radiomobile aveva evitato conseguenze peggiori. Fin dai primi rilievi, l’ipotesi del dolo era apparsa la più probabile. I militari della Stazione di Piedimonte San Germano hanno scavato nelle dinamiche interne al nucleo familiare dell’imprenditore, concentrando le attenzioni sul fratello dell’uomo. La conferma ai sospetti è arrivata grazie alle analisi dei tabulati e delle celle telefoniche che ha posizionato l’indagato sul luogo del delitto. I militari hanno raccolto testimonianze e riscontri incrociati. Sulla base delle prove raccolte dai Carabinieri e condivise dalla Procura della Repubblica di Cassino, il G.I.P. ha emesso una misura di sicurezza provvisoria. L’uomo è stato sottoposto alla libertà vigilata con prescrizioni stringenti. Al termine delle formalità di rito, l’indagato è stato trasferito presso una struttura terapeutico-riabilitativa, dove dovrà risiedere e seguire un percorso di cure specifiche stabilito dall’Autorità Giudiziaria.
