Colleferro – La Capitale dello Spazio 2021 nel vortice mediatico

Ettore Cesaritti
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La Capitale europea dello Spazio 2021, non merita il tritacarne dentro cui è finita; in pochi terribili attimi, dagli spazi siderali al buio più profondo.

Siglando assieme al Comune ed alla Regione Lazio il protocollo per “realizzare, attraverso specifici piani d’azione annuali, attività di formazione e sensibilizzazione sui temi dell’aerospazio, delle tecnologie avanzate, della ricerca, dell’innovazione e della cultura d’impresa, finalizzate anche ad attrarre investimenti sul territorio”, Giulio Ranzo AD di Avio ebbe a dire “è fondamentale far sapere cosa si fa in questo territorio, dove negli anni si è costruito un grande patrimonio di conoscenza”. Il Comune di Colleferro è nato il 13 giugno 1935. Attraendo personale specializzato da ogni parte d’Italia, la città rappresentò fin da subito la punta avanzata della modernità. Fin dai primi anni sessanta la spigliatezza dei giovani la rendeva simbolo del progresso e dell’innovazione, anche nella frivolezza dell’apparire. Vera e propria cerniera tra la cultura tradizionale della Ciociaria e le idee progressiste del Nord, confine non solo geografico tra le province di Roma e Frosinone. Dopo il tempo della BPD e della Italcementi fu la volta di Gaia e dei termocombustori. In sinergia con la politica nazionale, che il sindaco Caciolo (Psi) ed i successori seppero coinvolgere ed utilizzare. Gli impianti di Mobil Service e Colle Fagiolara, indubbia ricchezza per cittadini ed amministratori, furono dame cavalieri e nobili sulla scacchiera dell’alternanza; fino allo scacco matto degli ambientalisti, veri protagonisti dell’ultimo periodo. Il sociale, nelle ombre dei giardinetti teatro della recente tragedia, forse trascurato. I protagonisti attivi del disagio che sfocia in innumerevoli rivoli, tenuti a bada ma “a corda lunga”. Corda lunga che oggi significa eccessi di vita notturna, consumo convulso di sostanze, disfacimento del tessuto originario. Un mondo tenebroso nel quale s’è consumata la tragedia di Willy, emblema di quello che dovrebbero essere i giovani e vittima sacrificale dei simboli dell’apparire e della sopraffazione. Il delitto del giovane artigliato e massacrato per il suo essere, e non per futili motivi, non può essere vanificato. Va data una sterzata, un brusco cambio di rotta al Titanic che naviga verso l’iceberg. La Capitale dello Spazio lo esige. Jackal
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