Lazio – Aiuti e sostegni economici dalla Regione, Fratelli d’Italia propone il “Fattore famiglia”: ecco la proposta di legge regionale

Cesidio Vano
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Fratelli d’Italia punta sul “Fattore famiglia” per meglio distribuire gli aiuti e sostegni economici ai nuclei familiari più vulnerabili e in difficoltà.

I consiglieri regionali di Fdi Laura Corrotti, Maria Chiara Iannarelli, Edy Palazzi, Alessia Savo, Daniele Sabatini, Michele Nicolai, Emanuele Mari, Flavio Cera, Marco Bertucci, Vittorio Sambucci, Eleonora Berni e Marika Rotondi hanno infatti presentato una proposta di legge regionale che introduce una serie di principi e indicazioni affinché, nell’assegnazione di risorse, aiuti e sostegni sociali si tenga nel giusto contro il peso che la situazione di bisogna ha rispetto la nucleo familiare pur mantenendo il meccanismo dell’Isee quale valutazione principale della situazione economica del nucleo familiare. Nella relazione che accompagna gli 8 articoli che compongono la proposta di legge, si spiega: “lo strumento del “Fattore Famiglia” consente alla Regione di migliorare l’equità familiare dei propri interventi, ispirandosi al principio di “equità orizzontale”, individuando e premiando con migliore precisione e giustizia le famiglie con maggiori carichi familiari, segnando un vero e proprio salto culturale nel sistema di valutazione della capacità contributiva dei cittadini invocato in Italia anche dalle maggiori associazioni familiari, per realizzare uno strumento fiscale che renda giustizia alle famiglie e ai cittadini”. Una misura che i consiglieri di Fdi ritengono utile per ovviare ai maggiori danni che possono aversi nei casi in cui l’assegnazione degli aiuti e gli accessi alle famiglie a beni e servizi pubblici (per esempio, asili nido, mense e prestazioni scolastiche, agevolazioni per tasse universitarie, prestazioni del diritto allo studio, servizi socio-sanitari domiciliari e contributi di locazione) è percepita come ingiusta con la richiesta alle Amministrazioni Locali di attuare un severo controllo sui fruitori di tali servizi. “L’esclusione per varie ragioni dal contributo di un nucleo familiare in stato di bisogno comporta, per la società, un danno nemmeno minimamente paragonabile con l’ammontare del contributo negato” evidenziano e “L’ attuale crisi economica necessita che la famiglia sia protagonista negli interventi di welfare oggi in discussione nel nostro Paese e nella nostra regione”. In particolare, stando alla proposta di legge presentata, il Fattore famiglia dovrebbe permettere di: 1. stimare la retta/il contributo personalizzato di ogni singolo nucleo familiare, eliminando i classici sistemi a scaglioni a favore, per questo motivo, di una maggiore equità; 2. verificare ex-ante i budget di spesa per il rispetto dei vincoli di bilancio; 3. effettuare la verifica dei mezzi (mini-riccometro/redditometro), individuando possibili auto-dichiarazioni non veritiere; 4. comunicare direttamente con il cittadino (via e-mail o sistemi di messaggistica istantanea), relativamente all’esito della procedura; 5. costituire, nel corso degli anni, un’importantissima base-dati sulle fasce “fragili” della popolazione. Dal punto di vista operativo, il “Fattore Famiglia” interviene successivamente all’applicazione dell’ISEE nazionale “migliorandone gli effetti, sulla base di scale di equivalenza più articolate in grado di cogliere in modo più preciso le molteplici dimensioni del bisogno” spiegano i consiglieri sottoscrittori. Nello specifico: 1. incrementa i pesi dei figli, che non sono considerati come dei componenti generici e, per essi, considera anche la fascia di età di appartenenza; 2. tiene in maggiore considerazione il peso della presenza di disabilità, valutando anche il grado della stessa; 3. considera maggiormente il caso di un genitore solo, madre/padre con i figli; 4. considera il caso di perdita di reddito derivante da problemi di lavoro; 5. riconosce maggiore peso alla persona che vive da sola (per esempio, al costo della vita più elevato dei padri separati); 6. considera la presenza di figli gemelli. Per sostenere l’avvio delle procedure organizzative per il calcolo del fattore famiglia, in fase di prima applicazione, è stato previsto un apposito stanziamento pari a 250.000 euro. Per i due anni a seguire, il budget previsto sarà deciso di anno in anno nella legge di stabilità regionale. Cesidio Vano
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