Ieri sulla trafficata arteria di collegamento fra parte bassa e alta della città si è registrato un improvviso cedimento dell’asfalto, che è sprofondato in un punto dal raggio contenuto, ma dalla profondità non trascrabile. Grazie alla segnalazione dei cittadini ieri pomeriggio sono intervenuti la Polizia locale e i tecnici del Comune e stamattina è intervenuta anche Acea per ovviare alla situazione di pericolo. Ora Giuseppina Bonaviri (candidata a sindaco alle scorse elezioni) con la Rete La Fenice
va all’attacco e lancia l’allarme, mettendo innanzitutto nel mirino le perdite idriche nel capoluogo. «La cavitazione che si è prodotta ieri a Frosinone in Viale Mazzini è solo un segno del degrado che i cittadini sono costretti a subire a causa di una amministrazione che da anni non è attenta al controllo e al monitoraggio di un territorio da sempre a rischio di frane, subsidenze, smottamenti come Frosinone – dice la Bonaviri -La carrellata di fotografie che sono state scattate in Viale Mazzini ne sono la prova certa ed inconfutabile. La cavitazione che in questo caso è visibile sotto il manto stradale ma che può ritrovarsi anche sotto fabbricati ed in molti altri quartieri della nostra città che andrebbero monitorati attentamente nell’immediato è dovuta alle perdite incontrollate delle acque bianche e nere (fogne) sotterrane che vanno rilevate obbligatoria
mente ogni anno per la legge sul bilancio idrico comunale. Di conseguenza, per la legge di trasparenza, ques
ti dati dovrebbero essere resi pubblici dal Comune e disponibili». La Bonaviri mostra anche alcune foto dell’area di viale Mazzini: «Le immagini recentissime qui riportate riguardano la zona collinare adiacente Viale Mazzini e ci indicano con la presenza massiccia della caotica vegetazione quante e quali le perdite idriche in un periodo come questo di nota siccità e quante le frane connesse . Il Comune di F
rosinone continua a fingere di risanare sull’urgenza mettendoci le solite “pezze” ( transenne, asfalto superficiale per mascherare lesioni profonde, riempimenti esterni fingendo così di avere dato le soluzioni giuste e per tranquillizzare la popolazione ).Le proposte e le azioni reali che amministratori e burocrati competenti dovrebbero mettere in atto possono essere molteplici a partire dal controllo di tutta la rete idrica cittadina sino all’instaurazione di strumenti a bassissimo costo come i rilevatori del sottosuolo e ancor prima all’ispezione giornaliera delle zone della città più a rischio. Continuiamo a credere che la condivisione del bene pubblico passa dalle buone prassi e dalla governance che consente, a costo zero , di coinvolgere esperti e tecnici del territorio locale senza investire soldi pubblici in interventi inutili di mascheramento delle criticità ambientali e locali».
A.Red.
