I candidati Baldassarre e Tomassi spiegano in un’intervista doppia la loro decisione di sostenersi a vicenda per le imminenti elezioni che avranno luogo a giugno nel capoluogo. Intanto conosciamo un po’ meglio l’ingegnere, schierato da Alternativa Popolare nella lista che sostiene la ricandidatura del sindaco uscente Nicola Ottaviani. Si tratta di un giovane uomo, pieno di risorse e di idee, e con le carte in regola per portare un grande contributo alla città di Frosinone.
- Chi è Angelo Tomassi e cosa l’ha spinta a entrare a far parte del panorama politico frusinate?
«Sono un libero professionista – spiega l’aspirante consigliere – Mi occupo di Ingegneria civile, il mio lavoro si struttura prettamente nel settore edile, con un occhio rivolto alla sicurezza degli ambienti di lavoro. Inoltre ho particolarmente a cuore tutto ciò che riguarda l’ambiente, soprattutto in un territorio martoriato quanto il nostro. Sono sposato e ho una bimba di 14 mesi. Precedentemente non mi sono mai interessato di politica, soprattutto per mancanza di tempo, buttarsi adesso è stato per una sfida che ho voluto accogliere, non tanto per valutare il mio peso nell’elettorato, ma per apportare un seppur modesto contributo. È chiaro che in un territorio come quello di Frosinone le problematiche sono tante, e non posso ritenermi la panacea di tutti i mali del capoluogo, ma non ho intenzione di risparmiarmi».
- A proposito di criticità, in che modo pensa di contribuire per superarle?
«Esistono innumerevoli aspetti di cui tener conto – prosegue Tomassi – Ad oggi c’è crisi nel comparto sociale. Le stesse libere professioni intellettuali come la mia si trovano ad affrontare un periodo di stallo. Il motivo è pressoché facile, almeno nell’ingegneria: essendo collegata al comparto edile, ad oggi bloccato, non lascia spazio. Dobbiamo incentivare ed indirizzare le nuove generazione verso profili professionali diversi da quelli attuali. È inutile continuare a sfornare ingegneri, commercialisti ed avvocati, in un territorio dove la formazione è molto capillare, ma non porta grandi vantaggi per lo stesso professionista e per la collettività. Ci troviamo ad affrontare una crisi dovuta alla post industrializzazione. Abbiamo un polo industriale in dismissione e la maggior parte delle aziende sono state quasi tutte riconvertite a centri logistici, rappresentando solo un peso per il territorio. Un’idea che ho intenzione di realizzare a Frosinone riguarda i poli artigianali, che darebbero la possibilità alle giovani generazioni di trovare la loro strada in un settore che non conosce crisi. Inoltre mi occupo anche di fondi europei, come Por e Fesr, e nella fattispecie con specializzazione nel comparto agricolo. Nel territorio di Frosinone incentivare il ritorno all’agricoltura non ha assolutamente senso, è chiaro però che valorizzare lo stesso territorio, dando la possibilità a chi ne ha voglia di intraprendere percorsi formativi di carattere altamente specializzante nel comparto artigianale, non può che essere un volano futuro. Non esistono più sarti, artigianato e manifattura di qualità. Cercare di agglomerare queste figure in posti dove poter svolgere attività informativa è molto importante, luoghi in cui offrire formazione e potersi avvalersi di figure professionali in dismissione. Una filatrice amasenese, avvicinata qualche giorno fa per scambiare delle parole, mi ha fatto rendere conto di quanto sia deleterio perdere tradizioni simili e la capacità di fabbricare un telaio che, da ingegnere, reputo essere una vera e propria opera d’arte. Bisogna creare incubatori dove sviluppare un connubio vincente, connettendo aziende con tecnologie all’avanguardia con i vecchi mastri e persone che hanno voglia di imparare. Sono certo che unendo l’impronta della tradizione con le nuove tecnologie si possa ottenere davvero qualità ed efficienza».
- Un progetto davvero ambizioso.
«È vero – ammette il candidato – abbiamo difficoltà a fare cassa a livello comunale e le figure preposte si dimezzano i compensi per aiutare gli anziani. Ma per realizzarli, e per finanziare anche altre iniziative, possiamo approfittare di quelli che sono i canali che ci vengono offerti dalla Comunità Europea, come ad esempio l’Agenda 2020 o il bando Life, di cui mi sono trovato spesso a confrontarmi con la collega Baldassarre, anche lei candidata e competente in materia. Non è semplice attingere a questi fondi però già mettere fisicamente un ufficio con ragazzi competenti che non hanno alcuna possibilità di sbocco per via di percorsi professionali saturi, si può fare questo e molto altro. Per fare un esempio, si potrebbero unire diverse figure professionali che siano in grado di coprire uno spettro, il più ampio possibile, in grado di attingere alle varie misure di finanziamento europeo e realizzare dei veri e propri progetti, con immensi benefici per la provincia. Sarebbe quindi più semplice per una pubblica amministrazione costituire uno staff in grado di affrontare queste problematiche perché purtroppo la realtà è che sono davvero pochi quelli che riescono concretamente ad accedervi. Oggi solo chi è fortemente motivato ci riesce, a causa di un iter lungo e oneroso. I finanziamenti pubblici sovvenzionano di tutto e di più: dal semplice festival della musica folk popolare ai progetti legati all’integrazione con altre etnie, diventate ormai realtà, all’internazionalizzazione delle aziende per permette anche l’esportazione di marchi e prodotti tipici. Ad oggi la maggior parte dei progetti per cui si richiedono fondi tornano tutti indietro. Accedervi significherebbe dare respiro al territorio».
«Gli stessi bonus occupazionali di cui si è trattato in precedenza, in merito alla Vertenza Frusinate, rientrano negli stessi dispositivi messi in campo, in questo caso dalla Regione, per incentivare le aziende ad assumere personale – interviene la candidata Barbara Baldassarre – Come già rilevato si tratta di iter lunghi e farraginosi, che andrebbero snelliti. Ma ciò non toglie che si tratta di incentivi accessibili, seppur a lungo termine, che rivitalizzano l’orizzonte lavorativo».
- Cosa crede che andrebbe migliorato della città per renderla più a misura d’uomo?
«A Frosinone manca il verde pubblico attrezzato – afferma Tomassi – spesso assisto a vere e proprie trasferte familiari per portare i bimbi a giocare. Il verde è importante non soltanto per un fattore estetico, quanto per i benefici che comporta sul piano della salute. E il sindaco sta facendo tanto con il parco Matusa. Ma abbiamo anche altri punti verdi che valorizzeremo una volta in Consiglio. Sull’alveo del fiume, ad esempio, ci sono dei posti davvero belli e con un piccolo intervento potrebbero essere resi fruibili alle famiglie per una passeggiata domenicale. Come altresì bisogna incentivare il tessuto urbanistico della città, ad oggi davvero frammentato. Ormai siamo in possesso di tutte quelle conoscenze tecnologiche e stimolando semplicemente una progettazione più responsabile, con un occhio più attento a quelli che sono glia spetti ambientali, si possono ottenere risultati strabilianti, come nel caso dei famosi boschi verticali».
«In effetti il nostro attuale sindaco si è speso molto per creare degli spazi verdi – conferma Baldassarre – a beneficio della salute di tutti i cittadini e per la gioia dei più piccoli. Infine credo sia importante per la serenità degli stessi genitori, che vedono crescere e divertire i propri figli senza per forza doversi allontanare da casa propria».
- Com’è nata la scelta di Alternativa Popolare, e del suo leader Alfredo Pallone, a sostegno del sindaco uscente Ottaviani?
«Anche se non mi sono mai esposto – prosegue l’ingegnere – sposo a pieno il programma elettorale del sindaco Ottaviani e di Alfredo Pallone con Alternativa Popolare. Mi trovo pienamente d’accordo anche in merito al distretto dell’immondizia da lui fortemente criticato, inopportuno in questa realtà già tanto martoriata come la nostra. Con questo non bisogna demonizzare su tutte quelle che possono essere le varie soluzioni tecnologiche che abbiamo oggi a disposizione, ma neppure andare ad aggravare la situazione. La Valle del Sacco non è certo il posto migliore dove farlo, Frosinone non può avere più discariche di Roma. Bisogna quanto mento pensare prima ad altro, ad esempio a riqualificare il comparto industriale, re-industrializzare il territorio, poi si valuterà l’effettiva necessità di questo distretto dei rifiuti. Penso piuttosto che anche se non siamo una provincia a vocazione turistica possiamo sfruttare il ruolo di avamposto, imporci come punto di snodo strategico per raggiungere le località turistiche vicine, svilupparci sfruttando quelli che possono essere i vari vettori turistici come Casamari, Cassino e Veroli. Costituire uno staff apposito per organizzare guide turistiche, persone colte e preparate che parlino inglese e altre lingue. C’è tanto da fare bisogna solo adoperarsi, e soprattutto si può fare economia anche senza il pattume o per lo meno non bisogna partire da lì».
«Ottaviani sicuramente ha portato un netto miglioramento quantomeno in termini di viabilità – continua – Importante per tutte le attività commerciali che si snodano lungo l’Asi e la Monti Lepini: la possibilità di parcheggiare dappertutto favorisce l’economia. E ancora il parco del matusa, le iniziative a favore degli anziani, la sicurezza con oltre 300 punti camera dispiegati per tutta città di Frosinone, cose che condivido appieno e vanno ulteriormente incrementate. Da qui la necessità di confermare il mandato del primo cittadino, per continuare questo percorso virtuoso iniziato sin dal suo insediamento in comune. Per non parlare del Nestor e dei teatri cittadini. In tempi non sospetti mi dilettavo anche a fare l’attore e non c’era uno spazio idoneo, ora sono ben due le strutture accreditate. Questioni su cui mi sono interfacciato con la collega Baldassarre e ci troviamo perfettamente in linea anche su quanto fatto fino ad ora da Nicola Ottaviani».
«L’introduzione delle luci a led – fa notare Baldassarre – è stato un altro fondamentale contributo del sindaco per il capoluogo, anche se probabilmente in molti non l’hanno notato a causa del fatto che il vantaggio è percepibile soltanto a lunga scadenza, ma in termini di risparmio energetico ben 9000 nuove fonti di illuminazione rappresentano una rilevante incidenza in termini di risparmio economico».
«Condivido perfettamente – dichiara Tomassi – e tengo a sottolineare proprio a proposito di risparmio energetico, un altro importante intervento di Ottaviani riguardo la flotta degli autobus elettrici e a metano. Una strada, quella da lui intrapresa, che va assolutamente continuata a solcare perché significa meno emissioni per la città oltre che risparmio. Per questo motivo farò il possibile affinché si prenda in considerazione anche la riconversione dei vecchi bus, per renderli quantomeno bifuel».
- Come è nato l’accoppiamento Baldassarre-Tomassi?
«La scelta di Angelo è piuttosto legata ad una condivisione di pensiero, sicuramente l’aspetto professionale è stato determinante – rileva la donna più giovane della lista di Alternativa Popolare – Anche lui come me è un libero professionista e può tastare con mano tutti i giorni quelle che sono le problematiche lavorative e sociali delle persone con cui si trova ad interfacciarsi. Quindi per ambedue c’è la volontà di migliorare la situazione sotto tutti i punti di vista, proprio perché si è a contatto con i problemi e la crisi da cui stiamo cercando di uscire, ma c’è bisogno di muoversi e di fare qualcosa di ancora più concreto. Proprio in merito a questo abbiamo parlato del recupero dell’ex Area Permaflex, con la relativa creazione di nuovi posti occupazionali. Ci troviamo d’accordo anche sulla componente giovanile del partito ed il ricambio generazionale. Lo stesso Alfredo Pallone su questo punto ci ha supportato molto, trasmettendoci quelli che sono gli insegnamenti della vecchia guardia, fondamentali, permettendoci però di apportare una ventata di freschezza, di novità e spirito d’iniziativa che soltanto i giovani possono avere in maggior misura. Per risolvere i problemi dei giovani ci vogliono i giovani. Mi batterò tantissimo su questo punto, e sulla valorizzazione dei poli universitari e delle aree di aggregazione, rappresentate dagli stessi spazi verdi di cui ha parlato il collega Tomassi, che siano parchi o piazze. I giovani hanno bisogno di posti per aggregarsi. Ottaviani su questa linea ha già fatto molto, senza sottovalutare la crescita culturale: basti pensare che l’appalto per la realizzazione del parco Matusa è stato conferito per direttissima e a titolo gratuito ai professori delle Belle Arti, che potranno insegnare, e mettere in campo le idee degli stessi allievi. È bene ricordare anche che Ottaviani è stato il primo sindaco a creare un assessorato ad hoc che si occupasse proprio della valorizzazione del centro storico. Per non parlare dello stadio di ultima generazione in Italia costruito a Frosinone, al di là di quello che è successo al Matusa, o del ponte bailey. Cose che sono sotto gli occhi di tutti, e motivi validi per confermare la fiducia al primo cittadino».
«Entrambi ci approcciamo per la prima volta alla politica e possiamo apportare qualcosa in più all’interno della gestione amministrativa – conclude Tomassi – Alfredo Pallone ha sempre appoggiato il ricambio generazionale, perché si è liberi da tanti schemi e da tati sistemi, lui è il primo a gioirne. Per questo motivo mi sento vicino a Barbara Baldassarre e ho intenzione di sostenerla in queste amministrative per il capoluogo».
Fonte: comunicato stampa