Sui balconi, sopra i bar, sulle vele elettorali, appesi a recinzioni, cartelli stradali, palazzi o ai pali dell’illuminazione pubblica:
sono ovunque le facce e i simboli dei candidati alle elezioni comunali di
Frosinone del prossimo 11 giugno, ballando (in alcuni casi dentro in altri molto probabilmente fuori) sul confine stabilito dalla normativa nel periodo di propaganda elettorale. Seguendo la normativa, la Giunta comunale fra il 9 e l’11 maggio ha stabilito l’assegnazione degli spazi dedicati alla propaganda elettorale e in città sono state montate le plance, le uniche dove è consentita l’affissione dei manifesti. Per legge negli ultimi 30 giorni della campagna elettorale «è vietata ogni forma di propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico, escluse le insegne indicanti le sedi dei partiti» e «sono proibite le iscrizioni mu
rali e quelle su fondi stradali, rupi, argini, palizzate e recinzioni». In base
a circolari ministeriali e a interpretazioni ormai affermate sono vietate affissioni in luogo pubblico o esposto al pubblico (vetrine, porte, saracinesche, pali, alberi eccetera).Ma in questi giorni si assiste alla presenza di striscioni, gigantografie, manifesti ovunque. La legge consente affissioni e striscioni sulla sede del comitato elettorale dei candidati, equiparate durante la campagna elettorale alla sede dei partiti. Così c’è chi appende lo striscione indicante la sede del comitato elettorale al balcone di casa, su un bar, su un’officina
meccanica, a una recinzione, in un terreno privato in cui spesso non ci sono nemmeno edifici. Puntando soprattutto ad avere visibilità sulle strade più trafficate. Sono fattispecie da valutare caso per caso. Certo è che in alcune situazioni bisogna armarsi di fantasia per trovare, in
corrispondenza degli striscioni, l’ingresso a un comitato elettorale in cui confrontarsi con il candidato e ottenere informazioni sulle sue proposte. C’è chi appende lo strisicione su un
vecchio palo all’imbocco di un sentiero privato visibile dalla strada pubblica o a un mezzo fermo su un terreno privato a bordo strada. Chi su strutture collocate nei pressi di una pompa di benzina molto frequentata e ben in vista sulla strada. Ci sono anche casi di striscioni sorretti dai cartelli stradali o pali dell’illuminazione pubblica. Da mesi ci sono poi manifesti appesi sulle pensiline alle fermate dei mezzi pubblici.
Capitolo a parte per le vele elettorali, i mezzi che circolano per la città con la gigantografia di simboli o facce dei candidati. Quotidianamente si assiste al fenomeno della sosta delle vele in zone ad altissima visib
ilità: lungo la Monti Lepini, di fronte all’ingresso del Tribunale, nelle arterie che collegano periferie e centro città. Anche qui bisogna accertare la regolarità o meno di alcune condotte: per le vele è concessa la sola propaganda itinerante (con il mezzo in movimento) mentre non è consentito sostare nello stesso punto per più d
i un’ora. Non sono mancate poi, al di là della legittimità, polemiche politiche rispetto all’opportunità di utilizzarle in uno dei capoluoghi più inq
uinati d’Italia per livello di polveri sottili.
Insomma la necessità principale è quella di mettere in campo controlli stringenti, valutando ogni caso, individuando le violazioni e sanzionando le condotte scorrette per impedire degenerazioni verso un clima da far west. Purtroppo Frosinone conta, però, su un Corpo di Polizia locale fortemente sottodimensionato rispetto a quanto stabilito dalla Legge regionale. I Vigili sono infatti appena 40: dovrebbero essere uno ogni 300 abitanti, sono invece uno ogni 1200 frusinati.
Alessandro Redirossi
