Botte alla madre che non voleva dargli i soldi per la droga: trentenne di Veroli rinviato a giudizio. I fatti risalgono ad alcuni mesi fa quando la genitrice, una donna di 55 anni, stanca di vessazioni, umiliazioni e botte, ha preso coraggio a due mani e si è recata presso la caserma dei carabinieri per denunciare quel figlio violento che era diventato ormai ingestibile. Una volta nel corso di una lite le aveva stretto le mani al collo tentando di strangolarla.
Un’altra volta ancora le aveva lanciato addosso una statua di marmo che la donna teneva in casa come suppellettile. A salvarla è stata soltanto la buona sorte. Il figlio infatti aveva sbagliato a prendere la mira e la statua era finita in mille pezzi sul pavimento. Per ben dieci anni, da quando cioè il figlio era entrato nel mondo della tossicodipendenza, aveva sopportato ogni tipo di angheria ma poi è riuscita a dire basta ed a denunciarlo. “Mi faccio dieci anni di carcere ma ti brucio viva”. Queste le parole del figlio perché la genitrice non gli aveva accordato il denaro richiesto. L’udienza è stata fissata per il prossimo 17 giugno. L’imputato è rappresentato dall’avvocato Pietro Polidori. Mar.Ming.
