(di Marina Mingarelli) Appalti in odor di tangenti. E’ quanto sta cercando di scoprire la procura di Avezzano che ha richiesto il rinvio a giudizio per venticinque persone. Tra queste anche due ciociari, si tratta di un imprenditore di Monte San Giovanni Campano ed del titolare di un mobilificio di Boville Ernica.
Sospette tangenti per gli appalti della pubblica illuminazione. La vicenda che ruota tra l’Abruzzo e la Ciociaria risale ad alcuni anni fa, quando un imprenditore di Monte San Giovanni Campano, dopo aver dichiarato fallimento si recò in Procura per fare delle scottanti rivelazioni. Davanti al magistrato l’uomo raccontò di essere stato vittima di persone senza scrupoli che gli avevano fatto sborsare ingenti somme di denaro in cambio dell’aggiudicazione dell’appalto della pubblica illuminazione che doveva essere trasformata con le lampade Led . Per non parlare delle regalie, orologi di grande marche ed anche macchine costose, tutto questo per potersi garantire il lavoro per conto di alcuni Comuni. Le dichiarazioni dell’uomo avevano fatto tremare numerosi politici in terra marsicana. Gli stessi che oggi a conclusione delle indagini preliminari sono finiti sul registro degli indagati, Ben venticinque le persone coinvolte in questa inchiesta che ha fatto emergere lati oscuri in soggetti considerati insospettabili. Il pm della procura di Avezzano per competenza ha richiesto il rinvio a giudizio per tutti per i reati di corruzione, turbativa degli incanti e falso ideologico. Tra le persone indagate oltre a quella che è stata definita la <gola profonda> di tutta l’inchiesta anche il titolare di un mobilificio di Boville Ernica. Marina Mingarelli
