San Giovanni Incarico – Rifiuti, Comune: “Serve indagine epidiemologica”

Carlo Capone
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Sulla questione rifiuti il Comune di San Giovanni Incarico vuole vederci chiaro. Soprattutto dopo le ultime indagini riguardanti gli impianti in provincia di Frosinone. Per questo arriva la richiesta di effettuare un’indagine epidemiologica per verificare se ci sia o no una relazione tra l’inquinamento imperante nelle nostre zone e i  numerosi casi di malattia che ormai da anni si riscontrano. Oltretutto Roberto Toti chiede, nel caso venisse accertato un reato, anche l’azzeramento dei vertici della SAF

A parlare è l’Assessore alle Politiche dei Rifiuti Roberto Toti: <Si è deciso di agire concretamente dando un segnale. Alla luce dei due filoni d’indagine, ben relazionati dalla DDA di Roma, ci soffermiamo per primo sull’ipotesi di conferimento in discarica di rifiuti declassificati da pericolosi a non pericolosi, che, stando alle ipotesi degli inquirenti, ha consentito alle società di smaltire ingenti quantità degli stessi presso la discarica, non abilitata alla gestione di rifiuti pericolosi.  I rifiuti sono classificati “pericolosi” o ” non pericolosi” in base alla concentrazione di specifiche sostanze chimiche. Proprio per questo, riteniamo indispensabile, qualora fosse accertato il reato, chiudere e bonificare l’area come abbiamo chiesto già con le precedenti relazioni “Arpa e Noe”, e che il Ministero della Salute, il Ministero dell’Ambiente e tutti gli Enti preposti, si attivino da subito nell’Area dove sono localizzati gli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti (SAF e MAD), ad effettuare un’indagine epidiemologica, al fine di verificare se vi è una relazione tra l’inquinamento e le malattie che si riscontrano nel nostro territorio causando numerosi decessi, anche di giovani>. Questo è il cuore della richiesta, con Toti, però, che si sofferma anche sull’altro filone di indagine: <L’altro filone di indagine che concerne  l’attività di recupero dei “Rifiuti soldi urbani” svolta dalla società SAF spa, dove gli inquirenti hanno ipotizzato uno scarso trattamento dei rifiuti conferiti in discarica, nonché l’emanazione di cattivi odori derivanti dalla scarsa bio-stabilizzazione degli RSU trattati, con una maggiore produzione di percolato, sfonda una porta aperta da anni ma a cui non è mai stata data  voce. Ci siamo recati più volte con i cittadini presso l’impianto perché l’aria era diventata irrespirabile; alle forze dell’ordine che si recavano sul posto, abbiamo sempre indicato di controllare le fosse contenenti l’umido conferito dai 91 comuni. Alla SAF, insieme ai Comuni della provincia di Frosinone componenti della stessa in uguali parti insieme all’Amministrazione Provinciale, crediamo sia indispensabile dettare una nuova politica aziendale, avviando l’ammodernamento strutturale/funzionale, di cui abbiamo già detto in passato, in diverse sedi Regionali e in assemblea dei Sindaci>. Conclude Toti: <Così come crediamo sia indispensabile, qualora fosse accertato il reato ipotizzato, sostituire tutto il direttivo tecnico a cui fa riferimento l’azienda. Il nostro territorio da troppo tempo è vittima di soprusi. Viviamo tutti i disagi legati ai rifiuti, dalle strade distrutte per i passaggi continui dei camion, ai cattivi odori, alle malattie mortali. È ora di scrivere la parola fine a questo capitolo>. CAP
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