Il cammino di fede del pellegrino ciociaro Enzo Cinelli, dal 02 al 18 scorso in Terrasanta e Gerusalemme.
Definisce “significative e pregnanti le emozioni vissute negli undici giorni di cammino a piedi, partendo dall’antico porto di Acri, passando per il monte Carmelo in Haifa, Ibhlin e nei tanti luoghi che oltre duemila anni fa hanno visto la presenza terrena di Gesù Cristo.
Nazareth, Cana, Tabor, il monte delle Beatitudini, Cafarnao, Tagba con la casa di Pietro e la Chiesa del Primato sul lago Tiberiade, la sponda del fiume Giordano ove S. Giovanni Battista battezzò Gesù, e poi ancora la più antica città al mondo Gerico e le sue antiche vestigia, le rive israeliane del Mar Morto (-421 metri slm), l’arido deserto dell’impegnativo Wadi, sotto un sole cocente, Betlemme e Gerusalemme sono luoghi che entrano nel cuore e nella mente”.
Al tempo stesso attraversando a passo lento quei luoghi, dalle vaste campagne coltivate in maniera intensiva, agli immensi allevamenti super tecnologici e i desolanti paesaggi del deserto, con la presenza di accampamenti di beduini a ridosso di ampie superstrade a 3 corsie, oltre al contrasto delle varie cittadine attraversate – spiega Cinelli – “ci si rende conto dello stridente contrasto che si vive e respira quotidianamente in Israele e nei territori palestinesi e la diametrale differenza culturale su ambiente, pulizia, povertà, senso civico e religioso di questa multietnica nazione nata nel 1948″.
“E’ stato il coronamento di un sogno, iniziato nell’estate 2011 – ha sottolineato con particolare emozione il poliziotto – . [… ] Il cammino, zaino in spalla (circa 8 kg) munito di bordone e credenziale in Terra Santa è davvero impegnativo e non può esser certo affrontato a cuor leggero. Serve un’accurata preparazione fisica, oltre che mentale e un’attenta pianificazione logistica sui pernottamenti, buona padronanza dell’inglese, calandosi interamente negli usi e costumi israeliano/ebreo ed arabo/musulmano. Visitare nei giorni della Santa Pasqua di Resurrezione di Gesù (quest’anno coincidente tra cristiani ed ebrei) la Città Santa, la culla delle tre religioni monoteistiche della Terra, è un’esperienza che lascia un segno profondo nel cuore e nella mente di ogni fedele ed ancor più dei pellegrini. Angusti spazi “contesi” con la conflittuale e spesso caotica gestione dei vari luoghi sacri, dal Cenacolo, la casa di Maria, la Chiesa delle Nazioni, il monte degli Ulivi, la Chiesa della dormizione e non da ultimo la Basilica del Santo Sepolcro, gestito dai cristiani ortodossi e sotto la custodia dei frati francescani è un qualcosa che esula dalla logica razionale di ogni occidentale, per quanto concerne l’ordine pubblico e le basilari misure di sicurezza. Al tempo stesso raccogliersi a pregare alle prime luci dell’alba del Lunedì dell’Angelo, dentro la appena ristrutturata cripta della Basilica del Santo Sepolcro è un’esperienza mistica che riconcilia con se stessi ed offre un contatto diretto con il Signore”.
