È scattata ieri mattina, nel cuore dei territori agricoli del Lazio, la terza annualità del piano regionale di lotta biologica contro la cimice asiatica (Halyomorpha halys).
Il progetto, coordinato da Arsial e dal Servizio fitosanitario regionale, punta sul rilascio del Trissolcus japonicus, meglio noto come “vespa samurai”, per ristabilire un equilibrio naturale nei campi e proteggere le colture locali. Un alleato naturale contro un flagello agricolo La cimice asiatica, specie invasiva di origine extraeuropea, si è confermata negli ultimi anni una delle minacce più insidiose per il settore primario, rivelandosi particolarmente ostica da contrastare con i trattamenti convenzionali. Il lancio della vespa samurai – un parassitoide che depone le proprie uova all’interno di quelle del fitofago, annullandone lo sviluppo – rappresenta una strategia di difesa integrata sostenibile, mirata a limitare i danni alle produzioni senza l’impiego massiccio di prodotti chimici. Un gioco di squadra per l’agricoltura L’operazione vede un’importante sinergia tra istituzioni e mondo accademico. Il progetto coinvolge attivamente l’ENEA (Laboratorio Agricoltura 4.0) e l’Università degli Studi della Tuscia, con il supporto determinante del Coordinamento corilicolo territoriale (CCT), una rete che unisce agricoltori, tecnici e organizzazioni di settore. ”La lotta biologica alla cimice asiatica rappresenta una risposta concreta e sostenibile a una delle principali minacce per le nostre produzioni agricole”, ha dichiarato l’assessore all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio, Giancarlo Righini. “Proseguiamo un percorso che mira a rafforzare la competitività delle nostre filiere e a garantire una maggiore resilienza del sistema agricolo regionale”. I numeri dell’operazione Le attività di rilascio, che interesseranno nei prossimi giorni le province di Latina, Roma e Viterbo, vedono sul campo un nutrito gruppo di esperti appartenenti ad realtà come Assofrutti, CPN, Domus Nucum ed Euronocciola. Al termine della sessione, il Lazio conterà 47 siti di rilascio monitorati. Il lavoro non si esaurisce con la distribuzione dell’antagonista: ogni sito sarà infatti oggetto di analisi costante per verificare l’effettivo insediamento della vespa samurai e misurarne l’efficacia nel contenimento della cimice, confermando l’impegno della Regione Lazio per la sostenibilità degli ecosistemi agrari.
