Omicidio Yirelis – Di Carlo condannato a 15 anni di carcere

Irene Mizzoni
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Si chiude con una sostanziale conferma della sentenza di primo grado il processo d’Appello per l’omicidio di Yirelis Pena Santana.

La Corte ha ribadito la responsabilità di Sandro Di Carlo, apportando solo una lieve modifica alla pena, che passa da 14 a 15 anni di reclusione. Un aumento contenuto, che non incide sull’impianto complessivo della decisione già assunta dal Tribunale di Cassino. I giudici di secondo grado hanno infatti confermato i due punti cardine della sentenza di primo grado: da un lato, l’esclusione dell’aggravante dei futili motivi; dall’altro, il riconoscimento della parziale incapacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del fatto. Elementi che avevano già inciso in maniera significativa sulla determinazione della pena e che sono stati ritenuti pienamente fondati anche in sede d’Appello. La Corte ha dunque condiviso la ricostruzione già operata in primo grado, ritenendola coerente sia sotto il profilo giuridico che sotto quello probatorio. L’unica variazione riguarda l’aumento della pena di un anno, motivato esclusivamente dalla valutazione dei precedenti penali a carico di Di Carlo. Un aspetto che i giudici hanno ritenuto meritevole di un aggravamento sanzionatorio, pur senza modificare il quadro generale delle attenuanti già riconosciute. La decisione conferma quindi, nella sostanza, l’impostazione originaria del processo: un delitto grave, ma privo di una matrice riconducibile a motivazioni futili, e commesso da un soggetto la cui capacità di intendere e di volere risultava compromessa, seppur non totalmente esclusa. Resta ora da valutare se la difesa deciderà di ricorrere in Cassazione, ultimo grado di giudizio, oppure se la vicenda processuale possa considerarsi ormai definita anche sotto il profilo definitivo della pena. Mar. Ming.
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