Anagni – Simone Ambrosetti tra Urbanistica e dimissioni

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L’ing. Simone Ambrosetti, consigliere comunale e leader de “la Rete dei cittadini”, ha incassato gli applausi di alcuni esponenti PD, per la posizione logica e difesa con competenza.

  • Ci spiega meglio la sua posizione ?
Né in Consiglio, né qui vorrei entrare nei particolari, nel senso nella disquisizione prettamente tecnica, legislativa e giurisprudenziale che può far apparire la richiesta ad alcuni legittima e ad altri no.  Dico questo per sottolineare, come ho già fatto in passato, che chi siede in Consiglio dovrebbe, nel migliore dei modi, indicare politicamente quello che ritiene migliore per il territorio al di là di quale forma amministrativa sia da adottare per raggiungere l’obiettivo. Si deve sempre ricordare che abbiamo vinto le elezioni e non un concorso pubblico. Detto questo, quello che mi pare schizofrenico è aver dato un incarico allo studio di un illustre urbanista (anzi, aver prolungato un incarico dato moltissimi anni fa) e contemporaneamente quasi ad ogni consiglio modificare parti del nostro territorio. E’ di facilissima dimostrazione che la modifica non organica di una parte del territorio modifica tutto l’intero territorio, non solo la parte modificata. Fare un intervento su una zona omogenea stravolge le regole di quella zona. ma modifica anche l’equilibrio di tutte le altre zone. E’ questo lo studio di chi fa urbanistica: trovare l’equilibrio.
  • Quindi si deve rimanere fermi e non modificare nulla?
In generale no ma lo si deve fare se contemporaneamente si è dato l’incarico di redigere un nuovo piano regolatore. E’ molto probabile che il territorio verrà “disegnato” in maniera diversa dal progettista altrimenti sarebbe inutile mettere mano al PRG attuale. Non si possono quindi modificare le regole ora; regole che interverrebbero a cambiare le zone per come sono ora e non come sono nell’idea degli attuali amministratori e del progettista.
  • Ci fa un esempio?
Se decido di ristrutturare casa e vado da un bravo architetto di interni, prima di iniziare i lavori aspetto di vedere il progetto. Se ristrutturassi il bagno nella posizione attuale potrei accorgermi, dopo aver speso soldi, che lui aveva pensato di posizionare il bagno in altra parte del mio appartamento. Esempio banale ma che calza perfettamente. Ovvio che posso comunque decidere di ristrutturare il bagno, ma conviene chiedere al progettista di interni di lasciare perdere e non fare il progetto. Abbiamo criticato le amministrazioni che ci hanno preceduto perché mettevano mano allo strumento urbanistico a macchia di leopardo e senza fare un intervento omogeneo rivedendo il PRG e poi ci comportiamo in maniera analoga? Abbiamo dato l’incarico, aspettiamo almeno le linee di indirizzo.
  • E i cittadini che hanno bisogno di questi cambiamenti?
Questi cittadini dovrebbero essere parte attiva affinché questo cambiamento avvenga velocemente, anche promuovendo studi ed incontri con il professionista incaricato.
  • Quindi pensa la stessa cosa sugli altri interventi di cui si parla, per esempio il parcheggio da realizzare vicino piazza Cavour?
Ovvio che penso la stessa cosa, per ora non ho il “difetto” della schizofrenia politica. Il progettista spero che farà anche un approfondito studio sul traffico anagnino per consigliarci sulla necessità di parcheggi, nuove strade  e quanto necessiti per migliorare la nostra vita. Ribalto la sua domanda: Serve un parcheggio? Dove? Di 50, 100 o 150 posti? Si possono prendere decisioni senza alcuno studio sperando poi nella buona sorte e che gli interventi servano davvero. L’Italia e il mondo sono pieni di parcheggi vuoti, strade realizzate e non percorse o strade con il traffico; per Anagni spererei qualcosa di meglio.
  • Il 22 agosto quindi voterà no?
No, mi asterrò se a quella data l’incarico non è stato risolto. Non voglio votare negativamente per non essere strumentalizzato. La minoranza questa volta vota un po’ schizofrenicamente. Solo qualche tempo fa ha votato favorevolmente al cambio di destinazione d’uso di parti del territorio ma oggi usa la mia stessa logica. Una logica è valida o meno al di là di chi possa giovare della scelta fatta.
  • Si parla di sue imminenti dimissioni, cosa c’è di vero?
Io sono in consiglio perché la lista de La rete dei Cittadini ha ottenuto un seggio e tale seggio per norma va al più votato. Solamente la lista nel suo insieme potrebbe decidere e chiedermi di fare una sorta di “staffetta” e se così fosse mi atterrei a tale decisione. Non sono un battitore libero. Posso dire che al momento di una cosa del genere non si è neanche lontanamente parlato: tutto quello che si dice è solo strumentale a Tizio o a Caio. Jackal
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