Acuto – Sonora: poesia e musica a San Nicola

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Sabato 9 luglio, i versi di nove poeti locali e la musica di Pietro Rozzo.

«Cos’è la poesia? /dici mentre fissi nei miei occhi / l’azzurro dei tuoi occhi… / E tu me lo domandi? / Poesia… sei tu» scriveva Bécquer… “e di poesia e di azzurro, di luna e di stelle, di note e parole colmeremo gli occhi e lo spirito sabato 9 luglio, ad Acuto, nell’ambito della terza edizione di «Sonora», rassegna di musica e poesia a cura di Comune, Pro Loco e Biblioteca”; parola di Patrizia Cucca, che prosegue: “Promossa, ideata e organizzata dalla poetessa acutina Maria Letizia Agostini, l’edizione 2016 approda per la prima volta nella suggestiva e panoramica piazza San Nicola, dove quattro lettori scelti consegneranno al pubblico i versi selezionati di nove autori ciociari. E se la poesia, come scrive De Sanctis, è «la ragione messa in musica», se essa ha davvero in sé alcune qualità della musica e riesce a trasmettere emozioni e stati d’animo in maniera più precisa di quanto faccia la prosa, niente di più efficace dell’intrattenimento musicale di Pietro Rozzo. Verace e appassionato interprete di Califano, Rozzo donerà all’intera serata uno ulteriore tocco di magia attingendo al proprio repertorio e alle più celebri canzoni dell’artista romano. Nell’incantevole e storica piazza di Acuto, per l’occasione vestita da una coreografica linea di fiaccole, i lettori Cristina Cini, Giorgia Ciavardini, Giampiero Cori e Gianluigi Perinelli faranno risuonare alcuni versi tratti dalle produzioni poetiche di Monia Capobasso, Agostina Agostini, Giulia Necci, Maria Letizia Agostini, Luigi Pezzi, Stefano Santonico, Matteo Rea, Luca Capasso e del parroco del paese Don Marino. Autori locali molto diversi per estrazione e formazione culturale, ma tutti attenti esploratori dell’animo umano, capaci di signoreggiare con padronanza il cuore, la razionalità e la fantasia, e narrare, da discreti testimoni, le tensioni e le inquietudini alterne dell’uomo moderno”. «Considero la poesia – commenta Maria Letizia Agostini, patron dell’evento e di molte altre iniziative culturali di Acuto – come un mezzo per andare oltre ciò che la razionalità e la realtà quotidiana ci impongono». La poesia, dunque, come strumento per leggere, interpretare, approfondire e conoscere gli uomini, sondarne sentimenti, emozioni e tensioni e scoprirne, con occhio gentile e sensibile, gli infiniti orizzonti e le insondabili profondità. E la musica… la musica!, quale eletto, universale e supremo linguaggio dell’uomo per comunicare, esprimere e toccare le corde più intime e nascoste dell’essere”. Jackal
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