Terracina – Scout condannato per abusi e pedopornografia

Irene Mizzoni
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La Garante dei Minori Monica Sansoni esprime soddisfazione per la sentenza e per il lavoro di rete a tutela dei minori. Sette anni di reclusione e interdizione perpetua per il diciannovenne responsabile di gravi abusi su minori. Sansoni: “Un riconoscimento al valore dell’ascolto dei minori e alla collaborazione tra istituzioni”.

La sentenza emessa dal Tribunale di Latina, che ha condannato a sette anni di reclusione e al pagamento di 26mila euro di multa un giovane scout di Terracina per reati di violenza sessuale, pornografia minorile, atti persecutori ed estorsione, rappresenta un importante segnale di giustizia e di tutela per le vittime minorenni coinvolte – dice Sansoni – Il diciannovenne, che operava come assistente capo all’interno del gruppo Agesci Terracina 3, è stato riconosciuto colpevole di aver sfruttato la fiducia dei ragazzi del gruppo scout, utilizzando una falsa identità sui social per ingannarli, ottenere materiale pedopornografico e, in alcuni casi, arrivare a vere e proprie condotte predatorie e abusi fisici. Nelle motivazioni della sentenza, la giudice Angela Gerardi ha sottolineato la piena consapevolezza delle azioni da parte dell’imputato e la strumentalizzazione del ruolo educativo a fini sessuali, descrivendo le modalità come “predatorie contro soggetti piccoli e indifesi”. Fondamentale, come evidenziato anche nel procedimento, è stata la rete di collaborazione istituzionale attivata fin dai primi segnali di allarme: il parroco don Fabrizio Cavone, il gruppo Agesci Terracina 3, le famiglie delle vittime, la Procura di Roma, la Polizia Postale e la Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, che si è costituita parte civile nel processo a tutela dei minori. Monica Sansoni, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, ha dichiarato: “Questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento al lavoro che, in qualità di Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, svolgo ogni giorno. Fortifica il grande valore che ha l’ascolto del minore d’età e il supporto alle famiglie coinvolte. Esprimo piena soddisfazione e ringrazio la rete istituzionale e le autorità competenti che mi sono sempre a fianco.” A rappresentare in giudizio la Garante e le famiglie delle vittime è stato l’avvocato Pasquale Lattari, che ha sottolineato il valore del lavoro sinergico tra istituzioni, forze dell’ordine e professionisti: “L’esperienza di questo processo conforta ancor più la convinzione che l’avvocato che tutela minori e famiglie vittime di reati di abuso e violenza debba muoversi in rete con le istituzioni e le autorità di polizia giudiziaria. Solo così è possibile ascoltare, accogliere e orientare adeguatamente le vittime, far emergere il sommerso e ottenere provvedimenti tempestivi che preservino prove e giustizia.” La rete di protezione attivata a Terracina, coordinata dalla Garante Sansoni insieme alle autorità giudiziarie e alle associazioni “Insieme a Marianna” e “No Child Abuse”, ha permesso di interrompere rapidamente le condotte criminose e di garantire supporto psicologico e legale ai minori e alle famiglie coinvolte. La sentenza conferma la necessità di rafforzare la prevenzione e la formazione in contesti educativi e associativi, promuovendo una cultura dell’ascolto e della protezione dell’infanzia come pilastri della sicurezza sociale.  
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