I familiari di Mattia Carmine Perciballi, il barman di 60 anni di Frosinone morto al pronto soccorso dell’ospedale “Spaziani”, in circostanze ancora da chiarire non ci stanno ed hanno presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Samuele Amari.
Il giudice adesso si è riservato 30 giorni per decidere se proseguire o meno le indagini. I fatti risalgono al settembre dello scorso anno quando il noto barman del capoluogo ciociaro era entrato in ospedale causa di una emorragia interna. A causa delle sue condizioni di salute gli era stato riscontrato un livello di emoglobina molto basso, tant’è che aveva dovuto essere sottoposto a diverse trasfusioni di sangue. Il giorno dopo, visto che le sue condizioni di salute erano leggermente migliorate ed i valori di emoglobina avevano cominciato a risalire, il barman aveva espressamente richiesto di poter essere dimesso. Ma poi la situazione è precipitata. Il barman è stato trovato senza vita nel suo letto. Ad accorgersi che il sessantenne non respirava più sono stati altri pazienti che avrebbero dato l’allarme. Da quel momento la famiglia Perciballi sta vivendo un vero e proprio incubo. Sospettando di trovarsi di fronte ad un caso di malasanità i parenti avevano fatto scattare una denuncia contro ignoti per l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Maria Rosaria, una delle sorelle di Mattia non vuole che la morte di suo fratello finisca nel dimenticatoio e proprio per onorare la sua memoria sta progettando unitamente al sindaco della città un premio che verrà assegnato a tre migliori barman sul territorio nazionale. In questo progetto verrà convolto anche l’istituto alberghiero di Ceccano. Il progetto si è appreso soltanto in questi giorni è stato già approvato. Tale riconoscimento verrà denominato “premio Carmine Mattia Perciballi”. Il barman, ricordiamo che aveva seguito scuole prestigiose proprio per acquisire le tecniche inerenti alla miscela dei cocktail era molto stimato ed apprezzato sia in Italia che all’estero. Mar. Ming.
