Il 15 maggio 2011 Giuseppe Ruggiero, un nonno dell’età di 83 anni, scompare da Coreno Ausonio. In occasione del suo ottantasettesimo compleanno, la famiglia gli augura buon compleanno in una lettera aperta. Di seguito il testo.
<Nell’ultimo censimento della Repubblica Italiana, nell’anno del signore 2013, è stato scritto che “è momentaneamente assente” e – Lui – a tutti gli effetti di legge, è ancora membro di questa (di una) comunità di 1.700 abitanti: Coreno Ausonio in provincia di Frosinone. Purtroppo, sono trascorsi diversi anni senza alcuna risposta – all’insaputa dei più – come se questa anomalia fosse un fatto naturale: quindi, nel giorno del suo compleanno, è anche giusto destinargli i nostri calorosi auguri per la ricorrenza. Disgraziatamente però, Lui non è una persona importante, e neppure un mafioso, pedofilo o assassino; quindi è stato gioco facile per le Istituzioni preposte dimenticarlo.
Di fatto, era soltanto una persona onesta e genitore esemplare, che ha trascorso la sua vita a lavorare nelle cave di marmo di Coreno; e con il sudore della sua fronte ha tirato su una famiglia di tre figli, educandoli all’onestà, alle buone maniere, e al rispetto per il prossimo. Da impeccabile cittadino Italiano, ha sempre dato lustro alla Patria che tanto amava; pagato costantemente le imposte, e continua a pagarle tuttora. Questo nonno, al quale è stato impedito di continuare a fare il nonno – è mio padre – ed i requisiti, come si vede, li aveva tutti: forse è anche per questo, che sta bene nel posto dove si trova. E infatti, Zio Peppuccio – così lo chiamano gli amici – è dichiarato disperso (come settanta anni fa durante il secondo conflitto Mondiale) alla stessa stregua di tanti soldati che quel giorno era andato a commemorare.
Con il passare del tempo, però, abbiamo recepito che le disavventure della vita vanno bene solo se durano poco, altrimenti stancano, e poi s’incomincia anche a dare fastidio. Di conseguenza, attualmente, parlare dell’oscura vicenda di mio padre, diventa sempre più arduo, soprattutto quando si fa riferimento alla sua età; quindi veniamo anche compatiti perché non ci rassegniamo. E come stessimo cercando un’oggetto smarrito, e non un essere umano, sentiamo dirci: ancora lo state cercando? La frase che più frequentemente ci viene rivolta! Sta di fatto, quindi, che dopo i primi mesi ci si è dimenticati di lui; scomparso una prima volta il 15 maggio 2011, e una seconda volta per l’indifferenza ed il passare del tempo. Ora (adesso) per la buona pace di tutti, è meglio far finta che questa vicenda non si sia mai verificata, e quello che è successo rimanga un mistero nel mistero. Adesso mio padre è solo una foto sulle locandine che periodicamente affiggiamo a nostre spese. Umanamente parlando, questa vicenda come può finire così? E se fosse vostro padre, avete pensato come e se riuscireste
ancora a dormire, e come sta sopravvivendo sua moglie a questo dolore che non ha pari; constatando che suo marito non ha diritto di cittadinanza, e alla pietà di una sepoltura? Lei sta morendo giorno dopo giorno, ma la sua è una morte nell’anima propinata a piccole dosi. Dal giorno della scomparsa di suo marito, a casa sono venute a mancare contemporaneamente due persone: mio padre e mia madre.
Questa storia, come si vede, non è terminata quattro anni fa, come si pensa – anzi – proprio quando tutti credevano che fosse conclusa, per la nostra famiglia è incominciato tutto. Non è una macabra fiaba questa; è neanche si può dire che Giuseppe Ruggiero è un’ invenzione dei suoi familiari: Zio Peppuccio – infatti – anche se è veramente esistito, è come non fosse mai nato>.
red.
