Aiutare gli altri ma anche e soprattutto aiutare se stessi e la società in cui viviamo. Ci sono decine di motivi tutti validi per diventare donatori di Organi, Tessuti e Sangue. È un gesto di civiltà, è un gesto di amore verso il prossimo ma è anche un atto egoistico per se e per i propri cari, dal momento che la necessità e l’urgenza ormai sono di casa in tutte le famiglie. Ieri, venerdì 3 luglio, dalle ore 17 il direttivo dell’AVIS Donatori di Frosinone, si è ritrovato assieme a decine di “amici” e sostenitori, presso il ristorante “Mimì”, adiacente alla sede sociale dell’Associazione di donatori del sangue. L’appuntamento era davvero importante, un incontro che suggella la nuova sinergia tra due strutture parimenti importanti, quella che sostiene ed incentiva la raccolta di sangue, l’AVIs appunto, e quella che gestisce e coordina la donazione di organi e tessuti in provincia di Frosinone, il Centro Trapianti provinciale della ASL. Il saluto di benvenuto è stato fatto dal “presidentissimo” dell’AVIS Mario Rossi che ha presentato un po’ la storia e l’attività dell’associazione, presentato le giovani leve che lo aiutano nei numerosissimi eventi che organizza in città, il consiglio dei “saggi” con il quale prende le decisioni e, infine, i sostenitori, enti e privati che liberamente hanno sposato questa causa fornendo supporto logistico, commerciale, economico e istituzionale all’associazione.
Dopo l’intervento di Mario Rossi, ha preso la parola il Dr. Moreno Bartolomucci, responsabile del Centro Trapianti, che ha fatto una panoramica sul sistema che porta dall’individuazione del potenziale donatore, fino al trapianto vero e proprio, passando per la delicatissima fase della richiesta di consenso da parte dei familiari. Il Dr. Bartolomucci ha sottolineato che non c’è alcun rischio di procedere ad espianto su pazienti che abbiano qualche speranza di risveglio. L’accertamento della morte cerebrale o dell’arresto cardiocircolatorio del defunto, infatti, è una procedura scientifica molto attenta, che prevede dalle 6 alle 24 ore (a seconda dell’età del paziente) di verifiche e di esami da parte di una commissione a cui partecipano un medico legale, un rianimatore e un neurofisiopatologo. Inoltre, ha affermato Bartolomucci, ad oggi chiunque può diventare donatore, anche persone che fino a pochi anni addietro era impensabile potessero donare i propri tessuti e organi. Addirittura al giorno d’oggi si può donare gli organi anche se colpiti da patologie gravi come l’HIV, ovviamente solo in alcuni casi specifici e con articolati processi di verifica e test. Però questo rende bene l’idea del progresso che è stato fatto in questi anni. I modi per diventare donatori sono tre fondamentalmente: Registrarsi presso la ASL (a Frosinone in via Armando Fabi ci si deve rivolgere allo sportello URP; e a Cassino presso l’Ospedale); esprimere il proprio consenso alla registrazione nell’archivio nazionale tramite moduli che, a Frosinone ad esempio, distribuisce proprio l’AVIS cittadina ed, infine, novità di queste settimane, in ben 30 Comuni della provincia si può esprimere il proprio consenso alla donazione al momento del rinnovo della Carta d’Identità. Questi 30 Comuni si stanno attrezzando, la formazione è già stata fatta, manca davvero poco all’avvio del progetto che, si spera, si estenderà a tutti e 91 i Comuni della ciociaria. Altro dato importante che il Dr. Bartolomucci ha dato ai presenti è che ormai da una decina di anni i donatori non sono più, come è stato per decenni, giovani e giovanissimi, in quanto l’adozione dell’uso del casco quando si va sui motocicli e motoveicoli, ha drasticamente ridotto, per fortuna, le morti dei ragazzi. Oggi il donatore è molto spesso un ultra settantenne.
Non c’è limite d’età alla donazione. Il responsabile del centro trapianti ha anche rassicurato i presenti sulla notizia stampa di queste ore, ovvero la soppressione dell’Agenzia Regionale Trapianti confermando che si trattava di un organismo totalmente rappresentativo e consultivo e non aveva alcun ruolo clinico o concreto nel ciclo del trapianto di organi e tessuti. Dopo il Dr. Bartolomucci è intervenuto il Dr. Cestra, suo collaboratore, che tornava proprio da un espianto di cornee all’Ospedale di Frosinone, che ha spiegato appunto come si procede per questo tipo di interventi e tutto il ciclo che ne consegue. Alla fine dell’incontro si è proseguito con un po’ di socialità, musica e pizza per tutti in amicizia, come è d’abitudine per l’AVIS di Mario Rossi. Un evento che dovrebbe essere ancora più partecipato perché, lo ripetiamo, è importante per ciascuno di noi, singolarmente e come parte di una comunità. Un aspetto che molti non considerano, infatti, è quello economico: tenere tantissimi pazienti nelle liste d’attesa per anni, infatti, con tutti i controlli che queste persone devono fare costantemente, costa alla sanità italiana decine di miliardi. Donare salva le vite ma aiuta anche l’economia.
Andrea Tagliaferri
