Lazio – Il governatore Rocca: “Ecco la riforma dei medici di base che vogliamo”

chiaro13
4 MIn Lettura
«Prima di tutto, nella riforma che stiamo mettendo a punto, insieme a tutte le Regioni, la libera scelta del cittadino del proprio medico di fiducia resta. E il passaggio alla dipendenza pubblica vale solo per i medici che subentreranno d’ora in avanti, mentre gli altri potranno scegliere se restare o meno liberi professionisti legati da un rapporto di convenzione.

In ogni caso quello che noi 21 governatori chiediamo è di poter governare le ore di lavoro che paghiamo ai medici. Ovviamente ognuno secondo le modalità adeguate alla propria realtà territoriale e alle diverse sensibilità. Eravamo abituati al medico che ci veniva a visitare a casa. Oggi quel mondo non c’è più. I nostri anziani e le persone con più malattie croniche hanno a loro disposizione due o tre ore al giorno per cinque giorni alla settimana per ottenere una visita o una ricetta. Così non va». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca in un’intervista al quotidiano la Stampa nell’edizione on line, rispondendo alle accuse mosse dai medici di base (leggi qui) di voler rompere il rapporto fiduciario che hanno con i cittadini. Rocca ha parlato anche delle ‘case di comunità’: «Vogliamo case di comunità aperte 12 o 24 ore 7 giorni su 7, dove se non c’è il mio medico di famiglia ne trovo comunque un altro che lavora in team con altri specialisti ambulatoriali e dove di posso ottenere anche accertamenti di primo livello, come ecografie o elettrocardiogrammi». E alla domanda: ‘Però le case di comunità nelle zone a bassa intensità abitativa rischiano di essere distanti troppi chilometri da casa…’, ha risposto: «Anche per questo vogliamo che almeno i giovano medici passino alla dipendenza, in modo da poter garantire l’assistenza in quelle aree dove oggi nessuno vuole andare. Il sistema così com’è non regge più. Dobbiamo rivederlo insieme e anche alla Fimmg, in sindacato di categoria, che ha preso le distanze dalla disinformazione propagata da alcuni volantini distribuiti nel Lazio, ma anche altrove». Poi, relativamente alle accuse di voler privatizzare il sistema e di voler mettere su le Case di Comunità per solo per accaparrare i soldi del Pnrr, ha aggiunto: «Ma quale privatizzazione, semmai le Case di comunità sono una garanzia che tutto è erogato dal pubblico, anziché dal privato al quale oggi si rivolge chi non trova risposte adeguate e in tempi certi nel territorio. E riguardo i soldi i 2 miliardi del Pnrr quelli sono vincolati alla realizzazione delle nuove strutture. Oppure vogliamo buttarli e costruire delle scatole vuote senza medici?». Rocca è poi tornato sul tema dei medici di famiglia ed ha spiegato: «Dico solo che in media un medico ospedaliero costa 70mila euro l’anno, uno di famiglia 120, esclusi gli extra che spendiamo per fargli fare come le vaccinazioni». E alla domanda: «Oggi i medici di famiglia si sentono però dei passacarte dei loro colleghi specialisti: come li riqualifichiamo?» ha aggiunto: «Offrendo ai giovani una formazione specialistica ripensata in base alle esigenze attuali». Per il Governatore del Lazio «la riforma guarda al futuro». «La riforma – ha detto Rocca – va fatta pensando anche al futuro, alla necessità di farsi carico di una popolazione sempre più anziana. Poi, certo, dovremo comunicarla bene ai cittadini. Che si esprimeranno quando avranno una copertura sanitaria h24 e 7 giorni su 7”».  
Condividi questo articolo
Nessun commento