(di Dario Facci) Si terrà domani la Direzione Regionale del Partito Democratico del Lazio per affrontare il tema dei congressi. Si apre, come da tempo è annunciata, una fase particolarmente calda per il Pd regionale. Sotto la lente ci saranno soprattutto due province, quella di Viterbo e quella di Frosinone per le quali è atteso il rinnovo (o la conferma) della classe dirigente. Dalla Direzione di domani, insomma, potrebbero (il condizionale è d’obbligo) scaturire delle interessanti informazioni circa le questioni che riguardano direttamente il partito ciociaro.
Non a caso il presidente regionale del partito, Francesco De Angelis, ha fatto trapelare nei giorni scorsi la sua volontà di candidarsi alla segreteria provinciale. Il Pd di Frosinone è notoriamente in cima alla lista delle federazioni in fase bellica. Il “caso” Frosinone si è aperto quando, a sorpresa (ma neanche tanto) il leader provinciale storico del partito Francesco De Angelis, ha abbandonato la sua storica componente per fluire, insieme a numerosi iscritti ciociari, in quella di Dario Franceschini. E’ accaduto dopo che l’uomo forte dei Dem romani, Claudio Mancini, ha preferito appoggiare la candidatura alle Europee dell’allora sindaco di Pesaro, Matteo Ricci anziché la sua. Una spaccatura che non si è sanata e che difficilmente potrà essere sanata in questa fase congressuale. Le sirene che decantano una fase congressuale dallo spirito unitario al momento appaiono quanto meno inappropriate. Da Roma non arrivano segnali distensivi e per ora la situazione appare più confusa che altro. Del resto si tratta di voci comprensibili: una candidatura De Angelis dovrebbe essere ammantata del ruolo del padre nobile, di colui che ha le potenzialità per risanare, non certo per scatenare un braccio di ferro cioè tale da inasprire le spaccature. Del resto le motivazioni devono essere forti, tanto da giustificare l’abbandono della carica di presidente regionale del Partito Democratico (c’è chi pensa che le dimissioni potrebbero arrivare proprio domani, chi non lo crede e io tra questi) per tornare ad occuparsi di persona del partito locale. Una candidatura, dunque, che abbisognerebbe certamente di fasi preliminari di riavvicinamento, cosa che non si scorge all’orizzonte (ma ciò non vuol dire che, invece, sotto il filo dell’acqua qualcosa si muova, chissà). Oltre alla possibile candidatura di Francesco De Angelis, resterebbero al momento da considerare quella già più volte ventilata di Danilo Grossi. Questi, vicinissimo alla segretaria nazionale, scenderebbe in campo con il compito politico più evidente: quello di affermare la linea della Schlein anche in un pezzo importante del Lazio, cioè in una regione dove le componenti interne sono fortissime e tra le più sorde al tentativo di cambiamento voluto dalla leader (per esempio, stop agli accordicchi trasversali con le destre). Un’ipotesi, quella della candidatura Grossi, che al momento lascia scaturire sostanziosi interrogativi: Grossi sarà sostenuto, oltre che dalla Schlein anche da Mancini/Battisti? E il segretario uscente, Luca Fantini? Esiste una linea unitaria Mancini/Battisti che riguardi direttamente il partito della provincia di Frosinone? Vedremo.
