(di Cesidio Vano) “È stato chiuso il tavolo di verifica al Ministero dell’Economia: abbiamo avuto l’approvazione definitiva dei bilanci di tutte le Asl, sono state svincolate le somme accantonate e quindi altri 91 milioni relativi al precedente esercizio di bilancio, dopo i 42 svincolati la scorsa settimana”.
Lo ha fatto sapere l’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, parlando a Velletri in occasione dell’inaugurazione di un ambulatorio ospedaliero. Per l’assessore si chiude così quella che definisce “una brutta pagina di incertezza della Sanità regionale” chiarendo di aver adesso “pareggiato tutte le perdite delle Asl, con una copertura di 475 milioni, e si apre adesso una stagione di investimenti”.,
Giancarlo Righini
L’agenzia Dire riferisce, nel dettaglio, i dati del bilancio sanitario del Lazio: il 2023 chiuderà con 30 milioni di utile e lo stesso sarà per il 2024 con circa 50 milioni di utili, creando le condizioni per avviare le procedure di uscita dal piano di rientro della sanità “e così anche il Lazio diventerà finalmente una regione efficiente che investe in sanità per i cittadini” ha detto l’assessore, che però non nega che servirà tempo: “bisognerà attendere la chiusura del bilancio 2024, con conseguente accertamento. Mediamente ci vuole più di un anno da quando viene accertata la chiusura dei due esercizi positivi consecutivi. Ma ormai per noi, che abbiamo potuto verificare la bontà dei conti, sono certezze ed è solo una questione di tempo. Avremo pazienza ma questo ci consentirà di raggiungere questi obiettivi”.
L’assessore ha anche anticipato che la prossima settimana la Regione metterà mano a 20 milioni per l’abbattimento delle liste d’attesa: risorse che andranno direttamente alle Asl per acquistare prestazioni. “Abbattere le liste d’attesa è un dovere – ha detto Righini -, è inaccettabile che i cittadini debbano aspettare mesi per delle prestazioni sanitarie. Entro novembre nomineremo tutti i direttori generali, si uscirà quindi dalla fase di commissariamento cui siamo stati costretti e si dà certezza al management sul governo dei 3 anni successivi. Anche con obiettivi impegnativi e importanti che devono essere raggiunti, pena il commissariamento della Asl per chi non abbatte le liste d’attesa, non accorcia le prestazioni e non svuota i pronto soccorso”.
Alessio D’Amato
L’ex assessore alla Sanità della Giunta Zingaretti e oggi consigliere regionale di minoranza di Azione, Alessio D’Amato, è intervenuto con una nota a commento delle dichiarazioni di Righini. Nel testo si legge: “Le dichiarazioni dell’Assessore Righini sul Tavolo MEF confermano quanto ho sempre detto in Aula, ossia che i conti erano in ordine, e la chiusura positiva del perimetro sanitario del 2023 è frutto anche del lavoro della precedente Giunta e degli uffici regionali. Gli allarmi lanciati a inizio legislatura, dove si è tentato di mettere in discussione il percorso di uscita dal commissariamento, erano infondati. Si è trattato, e ne do atto, di proseguire un lavoro tecnico, soprattutto sul fondo di dotazione, ma i fondamentali erano in ordine e l’ampiezza delle quote accantonate copriva i fondi rischi delle ASL. Ricordo che anche gli esercizi sanitari 2020 e 2021 si chiusero in equilibrio di bilancio e che il 2022 risentì dei mancati trasferimenti nazionali legati al Covid, e comunque con un disavanzo al di sotto del 2%. I risultati odierni, in attesa di leggere il verbale del tavolo, sono frutto di un lungo lavoro di risanamento e mi auguro che ora termini lo scaricabarile. L’uscita dal Piano di rientro, che viene annunciata ma deve essere formalmente richiesta dalla Regione, comporterebbe la perdita della giustificazione dell’extra gettito IRAP e dell’addizionale IRPEF. Alla prima occasione utile in Aula chiederò all’assessore Righini come si intende coprire questo mancato gettito, di oltre 800 Mln. Oggi la sfida riguarda i livelli essenziali di assistenza e il rapido utilizzo dei fondi del PNRR, soprattutto per la parte relativa alla prevenzione e al territorio, su cui sono seriamente preoccupato. Ricordo che l’ultima rilevazione del nuovo sistema di garanzie vede il Lazio, sui dati 2022, superare l’adempienza su tutte e tre le aree, prevenzione, territorio e ospedale. Ecco perché serve un lavoro a tempo pieno, con una delega alla Sanità, capace di interloquire con il Consiglio regionale, che vedrà aumentare i propri poteri legislativi, di indirizzo e controllo sulle materie sanitarie”.