(di Cesidio Vano) Un ‘Laboratorio per bambin* trans e gender’ organizzato dall’Università Roma Tre e scoppia la polemica. Il progetto ludico per “bambini trans e gender creative” da 5 a 14 anni è finalizzato ad ascoltare e accogliere le loro storie.
Il laboratorio creativo sull’identità di genere è stato approvato dal Comitato etico dell’ateneo ma sull’annunciata attività che è in programma per il 28 ottobre prossimo, si sta scatenando una tempesta di polemiche a partire dagli attivisti di ProVita&Famiglia al ministro dell’Università, che ha chiesto verifiche sui fondi utilizzati per tale scopo, all’assessore regionale all’Istruzione e al garante regionale dell’Infanzia e l’Adolescenza. IL MINISTRO Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, avrebbe dato mandato agli uffici del ministero di contattare l’Università Roma Tre allo scopo di acquisire, in tempi rapidi, informazioni circa il laboratorio. In particolare, il ministro Bernini ha chiesto di verificare se il progetto corrisponda ai requisiti previsti dal bando che ha consentito all’Università di accedere a fondi pubblici. L’ASSOCIAZIONE PROVITA Sul sito web di ProVita&Famiglia si legge un lungo intervento a commento dell’iniziativa a firma di Gloria Callarelli: “Basterebbe solo il titolo, con tanto di asterisco, per inorridire, ma evidentemente qualche ‘esperto’ non è dello stesso parere poiché anche il Comitato etico dell’Università Roma Tre ha dato l’approvazione a tale progetto (…). Sempre la locandina svela i contenuti e gli obiettivi dell’iniziativa: “un progetto di ricerca con strumenti ludico-creativo per ascoltare e accogliere le storie di bambin* e ragazz* (dai 5 ai 14 anni) condotto da ricercator* della comunità e da un’insegnante montessoriana”. Tanti, di conseguenza, i dubbi (per usare un eufemismo) che sorgono spontanei: cosa ha fa fatto sì che il Comitato desse il via libera? Con quali parametri, su quali basi, si è dato l’ok a questo laboratorio che dal punto di vista dei contenuti e dell’esperienza proposta ha tutta l’aria di essere un vero e proprio indottrinamento”? Domande cui, forse, non troveremo risposta. Certo è che l’evento, così come viene presentato, sconcerta: innanzitutto perché rivolto non solo ad adolescenti e pre adolescenti, ma anche a giovanissimi e bambini della scuola primaria. Il progetto, inoltre, come detto, parla di storie. Ma quali storie? Come verranno raccontate? Come verranno presentate e spiegate a bambini così piccoli?”. L’ASSESSORE Questa sera a prendere posizione sull’annunciata iniziativa è stato anche l’assessore regionale all’Istruzione Giuseppe Schiboni: “Da assessore al Lavoro, all’Istruzione e alla Formazione della Regione Lazio, da medico e da genitore – dice Schiboni – posso solo esprimere sconcerto rispetto all’iniziativa, supportata dal Comitato etico dell’Università Roma Tre e in programma sabato 28 settembre, della realizzazione di un laboratorio “Bambin* trans e gender creative”. Una posizione la mia, che non ha nulla a che fare con la discriminazione sessuale, ma nasce dalla ferma volontà di tutelare i bambini e la loro crescita fuori da condizionamenti”. L’assessore ha poi proseguito: “Parlare a bimbi così piccoli, che non hanno ancora percezione della sessualità, non hanno ancora maturato una coscienza critica rispetto a tali temi, non si pongono neanche il quesito sulla propria identità, significa non rispettare la loro crescita e il loro sviluppo naturale qualsiasi sia l’orientamento sessuale che in età adulta decideranno di seguire”. Schiboni dice di condividere al richiesta di chiarimenti mossa dal Ministero e aggiunge: “Il nostro compito è favorire la consapevolezza della parità tra i sessi e della pari dignità di tutte le persone. Andare oltre significa compromettere la libera e naturale crescita dei bambini che hanno il diritto di decidere e scegliere la propria identità, il proprio orientamento senza condizionamento alcuno”. LA GARANTE “Sarà mia cura approfondire il target, nonché la mission, di questo progetto” ha commentato il Garante Infanzia e Adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni.
