Mentre il Lazio è mezzo avvolto dagli incendi boschivi e non a danno della natura e dell’intera comunità, un incosciente, incurante delle leggi nazionali e di quelle locali che vietano assolutamente l’accensione di fuochi in questo periodo dell’anno, ha bruciato sterpaglie nel suo terreno.
Anche questa estate l’incivile di località Collacciano è tornato in azione, ogni anno l’uomo accende grandi falò, facendo spallucce alle leggi. L’uomo infatti ha il vizio di accendere tutti gli anni le sterpaglie, a spregio di ogni regola del vivere civile. Ieri sera verso le 22 ha dato fuoco a delle sterpaglie e chissà a cosa altro. Un grande falò, le fiamme altissime hanno bruciato i suoi rifiuti, lasciando nell’aria un odore acre e un’aria irrespirabile per tutta la notte. L’incivile ha bruciato non rendendosi conto del pericolo in cui ha gettato tutto il vicinato. La vegetazione è secca a causa delle alte temperature e nelle vicinanze c’è oltretutto anche un deposito di gas, oltre che diverse abitazioni, bastava una scintilla sfuggita al controllo che sarebbe andato tutto a fuoco. Ma cosa passa in mente a queste persone non è tenuto saperlo. Sono state avvisate le forze dell’ordine, ma purtroppo la Polizia Locale era fuori servizio dalle ore 20, la Forestale è sparita dalla circolazione da un po’ di tempo e chi vuole i santi li prega, aggiungo. Nel frattempo il cittadino respira la puzza e deve sperare che il fuoco non scappa dal controllo degli incoscienti. Ogni tanto ricordiamoci che il cittadino è l’utente del servizio pubblico (eh già è il cliente che paga il servizio e lo vuole) e visto che questi incivili non capiscono cosa sia il rispetto per l’ambiente e per le persone, sanzionando forse impareranno l’educazione. Anna Ammanniti
