Cassino punta a diventare un centro di ‘giustizia riparativa’. La giunta comunale guidata dal sindaco Enzo Salera, infatti, lo scorso 12 settembre ha approvato un’apposita delibera per l’istituzione nella Città martire di un ‘Centro per la Giustizia riparativa’ dando così l’avvio all’iter istitutivo.
La ‘Giustizia riparativa’ è un’innovazione introdotta con cosiddetta ‘riforma Cartabia’, e punta a promuovere il riconoscimento della vittima del reato, la responsabilizzazione dell’autore dell’offesa nonché la ricostruzione di legami con la comunità, il tutto attraverso la risoluzione mediata delle questioni derivanti dal reato.
In sintesi, la giustizia riparativa è un programma “il cui obiettivo è il raggiungimento di un esito riparativo, ovvero un accordo finalizzato alla riparazione dell’offesa, idoneo a rappresentare l’avvenuto riconoscimento reciproco – inteso come riconoscimento della vittima e responsabilizzazione del soggetto indicato come reo – nonché la possibilità di ricostruire la relazione tra i partecipanti. L’esito riparativo può essere sia simbolico (come ad esempio delle scuse formali) o materiale (come ad esempio un risarcimento del danno). Il programma è curato dal cosiddetto ‘Centro per la giustizia riparativa’, una struttura pubblica istituita presso gli enti locali, che ha il compito di organizzare, gestire, erogare e curare lo svolgimento dei programmi di giustizia riparativa”. Quella a cui, appunto, punta il Comune di Cassino.
Questa mattina, infatti, nella sala Giunta, l’assessore Francesca Calvani ha promosso un incontro, presieduto dal sindaco, al quale hanno partecipato il presidente del Consiglio dell’Ordine forense, Giuseppe Di Mascio, il presidente della Camera penale, Gianluca Giannichedda e molti avvocati componenti dei due organismi giudiziari citati.
Il presidente Di Mascio, ringraziando il sindaco e la sua amministrazione per la sensibilità e la collaborazione, ha evidenziato come si tratti “di un centro che darebbe lustro alla città e al Foro”. Il primo cittadino si è detto fiducioso nella possibilità di raggiungere insieme il risultato ed ha dato merito all’assessore Calvani (“Abbiamo tutte le carte in regola”, ha detto la delegata alla Coesione Sociale) per l’impegno sinora mostrato.
Per l’avvocato Giannichedda “Si tratta di un istituto che segna una svolta epocale. Con esso non sarà più il solo Tribunale a stabilire la risoluzione del conflitto”. Ed ha espresso il personale convincimento che Cassino “simbolo di perdono e di rinascita” possa costituire un modello di riferimento nella nostra regione.
Sono destinatari del servizio del Centro per la Giustizia Riparativa le vittime di qualsiasi tipologia di reato, indipendentemente dalla loro età, genere, nazionalità, origine etnica, religione, condizione sociale ed economica; i familiari o conviventi delle vittime, quando abbiano sofferto in conseguenza del reato (vittime secondarie); i soggetti più vulnerabili quali anziani, disabili, donne, pazienti psichiatrici.
L’avvocato Di Sotto, vice presidente della Camera penale, ha fatto una lucida narrazione del nuovo istituto previsto dalla legge Cartabia, ed ha riferito che domani è in programma un collegamento con il sottosegretario alla Giustizia Delmastro, per una disamina della questione a livello generale.
Infine, per quanto riguarda la decisione della giunta, nella ricordata delibera, è stato stabilito che sarà il dottor Aldo Matera, funzionario dell’Area Servizi Sociali, il delegato del Comune a partecipare alle convocazioni della Conferenza locale per la Giustizia Riparativa.
