Tra meno di 20 giorni si torna a scuola. Nel Lazio, infatti, le lezioni riprenderanno lunedì 16 settembre e coinvolgeranno in tutta la regione circa 714 mila studenti.
Le difficoltà, però, non mancano. A scarseggiare, invece, sono gli insegnanti. Inoltre restano irrisolte le solite problematiche infrastrutturali. Tra le principali difficoltà c’è la carenza di docenti: ne mancherebbero in tutto il Lazio circa 6.300, oltre la metà dei quali assenti su Roma. La Capitale, secondo alcune stime, avrebbe una carenza di circa 3.700 insegnanti (172 nella scuola dell’infanzia, 753 nella primaria, 943 nella secondaria di primo grado e 1.840 nella secondaria di secondo grado). Le figure più difficili da reperire sono i docenti nelle materie scientifiche, in particolare matematica, fisica e chimica. Una difficoltà che si ripete ogni anno e che investe soprattutto le cattedre degli istituti superiori. Peggio va per quanto concerne gli insegnanti di sostegno: le caselle ‘vuote’ sono quasi 1.300 solo nell’area metropolitana. L’unica certezza, a questo punto, sembra essere quella che – come capita purtroppo spesso – gli studenti avviino anche l’anno scolastico 2024-2025 con insegnanti non assegnati e supplenti provvisori. Ma a mancare non sono solo i docenti. Anche sul fronte dirigenze scolastiche, le caselle ancora da riempire sono molte. Nel Lazio, al momento, ci sono circa 40 scuole senza preside e, per colpa dei ricorsi in atto e della complicata vicenda del concorso da preside svolto nel 2017, il numero potrebbe salire di altri 25 istituti. Per le scuole senza preside all’orizzonte c’è la “reggenza” cioè l’affidamento provvisorio dell’istituto ad un preside già incaricato in un’altra scuola. Una soluzione, che però l’associazione regionale Presidi non condivide temendo che finisca per “sovraccaricare i dirigenti e di compromettere la qualità della gestione scolastica”.
