Ceccano – Il Collettivo bacchetta Caligiore: “Finanziato il verde pubblico, ma nel frattempo le piante seccano”

chiaro13
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Il collettivo ‘Ceccano2030’ torna criticare l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Caligiore e non risparmia neanche critiche all’inerzia dell’opposizione consiliare.

Nel mirino, questa volta, finisce la scarsa attenzione – denunciata dal Collettivo – nella cura del verde. Infatti, da Ceccano2030 fanno notare “Il Comune ha appena ricevuto ingenti fondi per ‘accrescere il pregio ambientale e forestale nell’agro di Ceccano’, mentre continuano a seccarsi le piante a Passo del Cardinale e nella rinnovata Piazza Mancini, senza il minimo intervento dell’amministrazione comunale, senza una reale azione di contrasto al nulla cosmico da parte della minoranza consiliare, con conseguenze molto costose a livello ambientale, sanitario ed economico”. Il Collettivo ricorda che “le aree verdi urbane rappresentano una risorsa fondamentale per la sostenibilità e la qualità della vita in città, ma possono migliorarne l’esistenza solo se non concepite come decoro ma come vera e propria infrastruttura strategica per la sostenibilità e la vita quotidiana dei cittadini”. “Il verde urbano – ricordano ancora -: riduce i danni delle bombe d’acqua attraverso la de-impermeabilizzazione del suolo; mitiga gli effetti degli eventi estremi meteorologici; il deflusso delle acque piovane migliora l’infiltrazione, rimuove gli inquinanti, attenua gli effetti del grande aumento termico legato alla riduzione della circolazione dell’aria denominata “isola di calore” e riduce il consumo di aria condizionata; poi, creare infrastrutture verdi è strategico per abbattere l’inquinamento acustico e contribuisce a filtrare le acque, riducendo la diffusione degli inquinanti nei suoli e nei corsi d’acqua; spazi verdi di mitigazione e piante antismog riducono l’inquinamento atmosferico da particolato”. Per questo, propongono di intervenire subito a Ceccano, a costo irrisorio, “attraverso la creazione di parchi urbani (come si sarebbe potuto fare in Piazza Mancini) – dicono dal Collettivo -, orti comunitari, piante antismog diffuse in città, spartitraffico verdi e “micro-foreste” in città (come quelle che si sarebbero potute creare a Passo del Cardinale e in Via Falcone); in realtà, sarebbe bastato destinare i fondi per l’operazione di greenwashing chiamata “Greenland” per migliorare i servizi comunali alle aree di verde urbano, impiegare meglio le risorse destinate alla “bonifica epocale” del Belvedere e scegliere oculatamente le piante da acquistare coi fondi del progetto regionale “OSSIGENO”, e piantumarle nelle zone cittadine adatte, per vedere già realizzato quanto qui esposto. E ci auguriamo – dicono – che almeno il recente finanziamento venga ben impiegato”. Ceccano2030 spinge poi per una scelta oculata delle piante, invita ad evitare le monocolture e a realizzare “un piano di manutenzione del verde insieme a un adeguato piano annuale di gestione e monitoraggio, per evitare che piccoli o grandi investimenti finiscano con la morte delle piante”. “Soprattutto – aggiungono infine – all’inizio le piante hanno bisogno di cure adeguate, come irrigazione e protezione contro gli animali. È una visione a lungo termine che spesso manca nelle iniziative di riforestazione, iniziative che a Ceccano sono state recentemente usate solo come spot elettorali”.
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